di ROBERTO ZANNI

Buon compleanno Cruzeiro. Un secolo di vita per una delle società di calcio più famose e vincenti del calcio brasiliano. Era il 2 gennaio 1921 quando ufficialmente nacque il club, che però aveva un altro nome: si chiamava Palestra Italia. E in quel momento non era nulla di strano perchè lo stato di Minas Gerais e in particolare la capitale Belo Horizonte, era nata, cresciuta, poi diventata una delle metropoli del Brasile grazie al frutto del lavoro di migliaia di italiani (circa 90.000 in quel periodo) che in quella parte del grande Paese sudamericano ci erano arrivati per cercare una vita e un futuro migliore di quello che poteva garantire la terra natale. Così fu un gruppo di italiani che il 2 gennaio 1921 fondarono la Società Sportiva​ Palestra Italia che oggi è il Cruzeiro Esporte Clube. Una storia per certi versi affascinante che comincia in​ Rua dos Tomoios​ 341, nel centro​ di Belo​ Horizonte. In quei locali, oggi trasformati in hotel, non si sa bene se ci fosse la Casa de Beneficencia e Mutuo Socorro, la Casa d’Italia oppure la Casa Dante Alighieri, di sicuro c’erano tanti italiani. Per arrivare alla fondazione di Palestra Italia si deve però fare un passo indietro, all’anno prima, il 1920: si tenevano le riunioni nei locali di un negozio, Casas Ranieri che vendeva articoli sportivi, ma ancora prima c’erano in città altri club con gli italiani: l’Americano, poi Yale per arrivare fino al 1916 con lo Scratch​ Italiano. Lo ricorda Rodrigo Moura, docente di Historia do Esporte alla UFRJ mentre​ un altro studioso, Thiago Soraggi, racconta che la base della prima squadra messa in campo da Palestra Italia proveniva da Yale. C’era in Brasile tanta voglia di calcio, ma in particolare, come in tutti i Paesi dove l’immigrazione ha avuto un ruolo importante, c’era la necessità di ritrovarsi, divertirsi e giocare parlando per lo più la stessa lingua. Così fece Palestra Italia che esordì il 3 aprile 1921 con un 2-0 contro una squadra mista di Nova Lima, poi un’altra partita, che nel tempo diventerà il derby: 3-0 contro l’Atletico Mineiro con doppietta di Atilio e un gol di Nani. La maglia di Palestra Italia era verde, i calzoncini​ bianchi, i calzettoni invece dovevano essere neri, ma non si trovarono e così si optò naturalmente per il rosso. “In questo modo – ricorda Anisio Ciscotto, consigliere del Cruzeiro, ma anche studioso della storia del club – ci regalarono la bandiera d’Italia”. Si devono, soprattutto in questa occasione, ricordare i​ primi dirigenti:​ presidente Aurelio Noce, Tolentino Miraglia era il suo vice, Giuseppe Perona e Zolini i segretari, poi Hamleto​ Magnavacca e Aristoteles Lodi i tesorieri e Antonio Falci che si occupava delle economia. Palestra Italia con la bandiera tricolore come divisa sociale, era l’orgoglio degli immigrati di Belo Horizonte, una storia che con quel nome si fermò però nel 1942. A causa di un Decreto Federale si dovette cambiare nome. Infatti in seguito alla Seconda Guerra Mondiale che già stava provocando morte e distruzione, in Brasile fu proibito l’uso di nomi e simboli che si riferivano ai Paesi dell’Asse: Germania, Giappone e ovviamente Italia. Un mutamento di nome che aveva un solo colpevole, Benito Mussolini. Così dopo poco più di vent’anni di storia Palestra Italia fu cancellato, al suo posto Cruzeiro, nome che nel tempo ha trovato anche il nickname, Raposa, che vuol dire volpe. Il Cruzeiro ha vinto 4 volte il Brasileiro e in due occasioni si è aggiudicato anche la Champions del Sudamerica, la leggendaria Coppa Libertadores (1976 e 1997), poi un’altra doppietta con la Supercopa Sudamericana una Recopa e per tornare ai tornei locali 6 Copa do Brasil. Piazza, Tostao, Jairzinho, Rivaldo fino a Ronaldo il Fenomeno alcuni dei nomi più famosi che hanno indossato la maglia del Cruzeiro, nel frattempo diventata blu con i calzoncini bianchi. Oggi, pur avendo in panchina​ uno dei grandi allenatori del Brasile, Luiz Felipe Scolari, il Cruzeiro​ è in serie B, per la prima volta nella propria lunga e gloriosa storia, una retrocessione avvenuta lo scorso anno. E se ancora non si vede la luce, attualmente è a metà classifica, lontanissimo dalla zona-promozione, l’anno del centenario, le feste, i ricordi si spera potranno dare una nuova spinta: la serie A aspetta quelli che una volta erano gli italiani.