Palazzo Chigi, sede del governo italiano (foto depositphotos)

Con Matteo Renzi è finita, perché la posta in gioco "è il futuro del Paese". Lo slogan scandito a Palazzo Chigi, in queste ore, è di quelli che non ammettono repliche: "mai più con Italia Viva", anche se, a ben vedere - come mormorano i soliti "beninformati" di turno - la sfida dei numeri resta ancora tutta da giocare. A dir poco elementare la domanda: è effettivamente possibile continuare a camminare facendo a meno dell'appoggio renziano? In altri termini: Conte ha già trovato i sostituti del senatore di Rignano in Parlamento?

LA CRISI SBARCA IN PARLAMENTO
Perché sì, a proposito di numeri, quel che è certo è che la crisi di governo scatenata dal "gran rifiuto" della componente di Italia Viva, sarà portata proprio in Parlamento dove il premier starebbe già preparando le carte da giocare contro l'ex "rottamatore", prima del voto sullo scostamento di bilancio, necessario per l'entrata in vigore del nuovo Decreto Ristori. Il presidente del Consiglio si presenterà davanti alle Camere per la fiducia. A Montecitorio lunedì e al Senato martedì. In ballo, manco a dirlo, c'è il futuro del governo giallorosso.

I NUOVI RESPONSABILI SI CHIAMANO COSTRUTTORI
In soldoni: per scaricare una volta e per tutte Renzi - bollato come "inaffidabile" da Zingaretti e Di Maio -, Pd, M5S e Leu , i tre partiti rimasti fedeli all'esecutivo, cercano 11 senatori, quelli che, in pratica, mancherebbero all'appello dopo l'abbandono di Iv per arrivare alla maggioranza (fissata a quota 161 parlamentari). Undici elementi che, da più parti vengono definiti - come chiarito dall'ex reggente pentastellato - "costruttori europei che vogliano riscattare e risollevare l'Italia". Non più dunque responsabili, ma "costruttori".

L'ESPERIMENTO DI MERLO
Condizione imprescindibile sarà dunque che a sostituire i renziani possa essere un altro gruppo ben riconoscibile in Senato: ecco che arriverebbe in soccorso i "costruttori" del gruppo Maie Italia 23 guidato dal sottosegretario Ricardo Merlo, dove potrebbero confluire tutti quei parlamentari desiderosi di tenere in vita il Conte bis. La caccia è iniziata. Quanti diranno sì?