"Il connazionale si è introdotto nel compound dell’Ambasciata scavalcando il cancello di cinta nelle primissime ore della mattina di un giorno festivo in cui nessuno, purtroppo, si trovava negli Uffici. In questo contesto è stato fermato da personale di una società di vigilanza locale e da un agente della polizia uruguaiana deputato alla protezione delle sedi diplomatiche". E' quanto si legge in una nota della Farnesina, contenente alcune precisazioni. "Appena appreso dei fatti – spiega il documento – il personale dell’Ambasciata si è immediatamente attivato, oltre che permettendo i rilievi della polizia scientifica, mettendo in sicurezza le registrazioni video e recandosi in ospedale. Da quel momento i funzionari dell’Ambasciata sono rimasti in costante contatto con il padre del connazionale, residente in Uruguay. L’Ambasciata si è poi immediatamente attivata sia presso la Magistratura uruguaiana che presso quella italiana, le quali hanno aperto le rispettive inchieste, che sono tutt’ora in corso. La nostra sede diplomatica ha messo a disposizione copia integrale di tutti i filmati alle due Magistrature italiana e uruguaiana e conserva gli originali a disposizione di quella italiana". "Su indicazione del Ministro Di Maio, l’Ambasciata a Montevideo continua a seguire il caso con la massima attenzione ed è in costante contatto con le autorità uruguaiane, affinché alla vicenda venga assicurata massima priorità e possa essere fatta piena luce quanto prima su questo tragico evento. Anche la Vice Ministra Del Re ha indirizzato personalmente una lettera ai familiari del connazionale, assicurando la piena assistenza della Farnesina e auspicando che sia fatta al più presto giustizia sul caso" conclude la precisazione della Farnesina.

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