Il premier Giuseppe Conte (foto: depositphotos)
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Quirinale, dopo un passaggio in Consiglio dei ministri (convocato per le 9), per rassegnare le dimissioni. Questo, almeno, è quanto si apprende da fonti di governo. Per la verità fin dal tardo pomeriggio di ieri si era diffusa la voce di un premier pronto a salire al Colle già in serata. Una voce confermata anche in ambienti della stessa maggioranza giallorossa.

DE MICHELI NON SMENTISCE
E' stato il caso, ad esempio, della ministra dei Trasporti Paola De Micheli la quale, intervenuta a "Oggi è un altro giorno" in onda su Rai Uno, ha in qualche modo ammesso che: "se oggi il presidente del Consiglio dovesse recarsi al Quirinale" lo farebbe comunque per "aggiornare il presidente della Repubblica, come sempre fatto nei momenti più importanti della nostra attività di governo".

VISITA AL COLLE QUASI RIMANDATA
Le possibilità di una visita di Conte a "casa" Mattarella, già oggi in serata, è in ogni caso sfumata. Così come l'ipotesi di un incontro col Capo dello Stato solo per "ragguagliarlo" circa lo stato dell'arte del governo M5S-Pd-Leu. Più facile, come trapelato, che nel "faccia a faccia" di domani, il presidente del Consiglio rassegnerà le dimissioni direttamente nelle mani di Sergio Mattarella.

LA "DEAD LINE" IN SENATO
Il momento, d'altronde, è di quelli delicati. E le fibrillazioni non mancano visto che l'esecutivo sarebbe atteso, lo ricordiamo, tra mercoledì e giovedì, da una vera e propria "dead line": il voto in Senato, dove i numeri sono risicatissimi, per la relazione sulla giustizia del guardasigilli Alfonso Bonafede.

PREOCCUPATI PER IL VOTO
Da Zingaretti (Pd) a Di Maio (5Stelle), non sono mancate, in queste ore, le preoccupazioni circa l'esito del verdetto di Palazzo Madama. In caso di bocciatura, infatti, per il governo arriverebbe il benservito e l'unica strada percorribile, a quel punto, sarebbe quella delle elezioni anticipate. Un'opzione che in casa dem, ma anche tra i grillini, si vorrebbe scongiurare.

DIMISSIONI E POI CONTE TER
Da qui la soluzione "escogitata" per evitare la fine anticipata del governo giallorosso. Una soluzione condivisa anche dall'ex plenipotenziario grillino Luigi Di Maio: il passaggio al Quirinale, appunto. Con tanto di dimissioni da parte del premier, per poi incassare, a ruota, un nuovo incarico per dare vita al Conte ter.

GIUSTO VERIFICA MAGGIORANZA
"E' giusto verificare se c'è una maggioranza su temi della giustizia, ma sapendo che dopo c'è bisogno di aprire una fase nuova" il commento del ministro degli Esteri. Insomma: farà proprio questo, domani, il capo dell'esecutivo, incontrando Mattarella?

VERSO UNA MAGGIORANZA ALLARGATA
E se sì, su quale (nuova) maggioranza "allargata" spera di fare affidamento il Conte ter? La scommessa è sempre la stessa: trovare una congrua pattuglia di "responsabili" o di "costruttori" che dir si voglia, in grado di garantire al premier (e a Pd e 5Stelle) che Renzi non risulti più decisivo come ora.

MANO TESA A "PEZZI" DI FI ED IV
Lo scopo, manco a dirlo, è quello di un nuovo esecutivo con i soliti Pd, M5S e Leu, allargato anche a forze liberali e centriste (pezzi di Forza Italia ed Iv compresi). "A quel punto sul programma si apre a tutti, pure a Renzi", è il ragionamento dei big del Nazareno.

GIRO (FI): "CONTE TER E' SEGRETO PULCINELLA"
"Lo sanno tutti. È il segreto di Pulcinella. Il presidente Conte riceverà un nuovo incarico e nascerà il Conte ter. Smettiamola di agitare scenari alternativi e del tutto improbabili" ha affermato in una nota il senatore di Fi Francesco Giro.

SALVINI: SI SAREBBE GIA' DOVUTO DIMETTERE
"Conte non ha i numeri, avrebbe già dovuto dare" le dimissioni. Ha commentato il segretario della Lega, Matteo Salvini. Se sale al Quirinale? "Avrebbe già dovuto farlo. L'Italia non può rimanere immobile in attesa delle compravendita di senatori di notte in cambio di non si sa cosa. La posizione della Lega è chiara", ha quindi proseguito.

SENZA NUMERI, SI FACCIANO DA PARTE
"Io mi aspetto che prevalgano buonsenso e amore per il Paese. In queste settimane lo spettacolo Conte, Renzi, Di Maio, Mastella, Zingaretti, Tabacci è stato squallido. Mi auguro che se non hanno i numeri per governare, si facciano da parte" ha concluso il leader del Carroccio.

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