di ROBERTO ZANNI

La Roma è americana ormai da tanto tempo. Prima la proprietà di Jim Pallotta, dal 2012 al 2020, dopo l'interregno del 2011 di Thomas DiBenedetto, quindi l'ingresso recente, lo scorso agosto, di Dan Friedkin. Ma nonostante questi profondissimi legami con gli Stati Uniti, finora non era mai stata apertas un'accademia di calcio giallorossa​ in territorio nordamericano. Una lacuna che adesso è stata cancellata: il progetto International Academy by AS Roma​ infatti sbarca negli USA. E per la prima sede è stata scelta New York e sarà dedicata a ragazze e ragazzi dai 5 ai 17 anni di età. "I dati - ha spiegato al momento dell'annuncio Francesco Calvo, Chief Operating​ Officer della società - rilevano un enorme aumento della domanda di luoghi e istruttori per imparare il calcio da parte dei giovani americani. I nostri programmi di allenamento e la filosofia generale si adattano perfettamente a questo crescente interesse per il gioco. Portare i valori del nostro club a New York rappresenta senza dubbio un momento di grande orgoglio per tutti noi". Ogni giovane calciatore che si iscriverà alla Academy sarà completamente supportato al fine di poter sprigionare il massimo potenziale utilizzando i metodi​ di allenamento e l'approccio educativo che la Roma segue con i propri allievi in quello che è uno dei settori giovanili più conosciuti​ e apprezzati. "Siamo felici e onorati di poter dare il nostro benvenuto a un club così prestigioso come la​ AS Roma - ha aggiunto Dino Hamzic, direttore delle operazioni della Academy - siamo davvero entusiasti di avere l'opportunità di condividere i valori e i metodi che sono utilizzati dal club". Un progetto che ha avuto bisogno di tempo per arrivare alla messa in pratica, in particolare poi viste le difficoltà che dall'anno scorso sono diventati comuni a tutta​ la popolazione mondiale. "Dopo mesi di pianificazione - ha spiegato Richard Knox, direttore tecnico della Academy a New York - riunioni online e un duro lavoro siamo veramente grati alla Roma e al loro incredibile staff per quello che hanno fatto finora per rendere possibile la messa in pratica di questo progetto. Non vediamo l'ora di allenare i giovani calciatori qui a New York implementando gli stessi metodi che vengono usati a Roma". I campi dove verranno svolte le sedute di allenamento per i giovani calciatori saranno a Westchester​ County e Manhattan, ma si dovrà lottare anche contro una forte concorrenza. Infatti oltre a numerosissime​ società giovanili locali, anche a livello internazionale​ ovviamente la Big Apple rappresenta una location più che mai ambita. Ci hanno già provato ad esempio il Barcellona e il Valencia, solo per nominare un paio di club spagnoli, poi ancora inglesi a cominciare​ dal Manchester City, i cui proprietari sono gli stesso del New York City FC, ma anche italiani a cominciare dalla Juventus. I bianconeri il loro progetto l'hanno infatti lanciato nel 2016 e visti gli strettissimi legami del club con l'America nel novembre 2018 è stato anche inaugurata una partnership​ con I Nets, seconda franchigia di New York nella NBA. Ma da sempre gli Stati Uniti rappresentano un enorme mercato per il calcio: dal merchandising​ appunto alle Academy. Prima dell'arrivo della pandemia erano calcolati in oltre 24,4 milioni le persone che negli States giocavano a calcio, o meglio soccer. E in un sondaggio della Gallup, risalente al 2017, era anche il terzo sport più guardato in tv dopo basket e football americano. Nella stagione 2018/19 era stato raggiunto anche il record di partecipanti​ nei programmi delle high school: 850.000 tra ragazze e ragazzi. E un altro dato molto interessante riguarda poi l'interesse per il calcio degli americani: sono i più giovani ad essere maggiormente attratti, la fascia tra i 18 e i 29 anni raggiunge il 13% del totale, per​ poi scendere gradualmente con l'aumento dell'età: e con gli over 65 si tocca appena il 3%.