di Roberto Zanni

“La polizia a Medford sta pattugliando le case dei membri del comitato scolastico dopo che gli stessi hanno votato la scorsa settimana di cambiare nome alla Columbus Elementary School: sono stati duramente criticati sui social media e da una organizzazione italo-americana. Paul Ruseau, vice presidente del comitato, ha detto di aver visto la polizia diverse volte attorno alla sua casa dopo che il comitato aveva votato 6-1 decidendo di togliere il nome di Cristoforo Colombo…”. Così il ‘Boston Globe‘ subito dopo il voto del 15 giugno, aveva raccontato quello che stava succedendo a Medford, città di quasi 60.000 abitanti situata alle porte di Boston. Sui social erano stati pubblicati nomi e indirizzi dei membri del comitato chiedendo ai tanti che erano contrari alla decisione, di radunarsi e protestare davanti alle loro case. Medford, e solo per il nome di una scuola, può essere un esempio della grande, profonda insanabile spaccatura, degli Stati Uniti. Anche perchè a distanza di 8 mesi dalla votazione, dalla decisione presa senza nemmeno coinvolgere la comunità italo-americana, la scuola ancora si chiama Columbus. E attenzione non perchè ci siano stati cambiamenti, nelle idee dei membri del comitato che avevano preso quella decisione… C’è l’assoluta determinazione di togliere Colombo, ma la discussione è stata riprogrammata per il 10 marzo. “Chiaramente la gente pensava che l’avremmo fatto” ha detto una dei membri del comitato, Pauline Van der Kloot – abbiamo ricevuto molte email, lettere a favore”. Ma le proteste, immediate, degli italo-americani hanno fatto sì che almeno si sia allargata la struttura che porterà alla decisione definitiva. “Speriamo davvero – ha sottolineato Marice Edouard-Vincente, sovrintendente – di poter creare un gruppo in cui le persone possano lavorare in modo collaborativo. Siamo un distretto. Non vogliamo dividere la comunità. Questa è un’opportunità per riunirsi e avere una conversazione produttiva”. Come ormai è abitudine per quella frangia sempre più prepotente e arrogante che ha contagiato almeno metà dell’America, lo scorso giugno era stato votato di rimuovere il nome di Cristoforo Colombo in quanto rappresentante dell’imperialismo europeo e della oppressione nei confronti delle popolazioni indigene: senza ascoltare la parte contraria. Solo Kathy Kreatz si era dissociata chiedeva, almeno, maggior trasparenza. Che non c’è stata, provocando la rabbia, solo a parole nessun incidente si è verificato, da parte degli italo-americani che, come ormai è abitudine in una nazione guidata da un potere sempre più forte e autoritario, non sono più tenuti in considerazione. “Comprendiamo la preoccupazione della comunità italo-americana di perdere un nome che è significativo per loro – ha poi detto Pauline Van der Kloot, ma solo 8 mesi dopo la votazione – Spero che si possa trovare un linguaggio comune e celebrare la ricca cultura italo-americana non definita da Colombo”. Insomma, la solita ipocrisia. Più sincere invece le parole del sovrintendente Edouard-Vincent: “Spero che si pensi a un nome che onori gli italo-americani, questo argomento dovrebbe fare parte della discussione: non abbiamo un’altra scuola che rifletta la loro comunità”. Idea che ha trovato concorde anche Breanna Lungo-Koehn sindaco che poi è pure presidente del comitato scolastico: insomma ci sono voluti 8 mesi perchè si prendesse in considerazione anche la comunità italo-americana, la cui storia in questa parte dell’America è lunga e preziosa. Ed è dal 1928, quando fu sostituita la vecchia denominazione ‘Mystic School‘ che Columbus, prima nella antica sede poi nella nuova inaugurata nel 2003, rappresenta la scuola elementare. “Tufts, Kennedy, Hancock e Columbus – ha aggiunto Richard Caraviello, presidente del City Council – insieme hanno servito la comunità di South Medford. Per quanto posso ricordare si è sempre chiamata Columbus e ho 67 anni”.