Venezia deserta (Depositphotos)

Sulla scia di coloro che vorrebbero il lockdown per abbassare i numeri giornalieri di contagi, c’è anche il virologo Andrea Crisanti, che sembra fare eco alle parole pronunciate ieri da Walter Ricciardi. Di fronte al diffondersi a macchia d’olio delle varianti Covid, l’esperto lancia l’allarme. “Bisognava fare il lockdown a dicembre mentre ora siamo nei guai“.

LA LEZIONE DA REGNO UNITO, PORTOGALLO E ISRAELE La soluzione ora sarebbe “un lockdown duro” per “evitare che la variante inglese abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele” che da gennaio hanno visto impennare vertiginosamente i numeri di vittime a seguito di contagio. Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana “servono chiusure in stile Codogno, non zone rosse: troppo morbide – aggiunge -. Basta rincorrere il virus, è arrivato il momento di anticiparlo“.

CARTABELLOTTA (GIMBE): “CHIUSURA PER ABBASSARE LA CURVA E RIPRENDERE TRACCIAMENTO” A favore di misure drastiche si è espresso anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, sostenendo che un lockdown totale di due settimane “farebbe abbassare la curva per poter riprendere il tracciamento, altrimenti bisognerà continuare ad arrancare per tutto il 2021″.