Mafia, per Libera: 670 Comuni sono "rimandati" su trasparenza beni confiscati (foto: depositphotos)

E' di dodici arresti (ai domiciliari), 6 misure interdittive, 79 indagati (tra dipendenti e funzionari) e un sequestro di oltre 1,5 milioni di euro (nei confronti di 48 indagati) il bilancio di una maxi-operazione condotta dalla Procura di Napoli Nord sull'Asl di Caserta, definita in codice "Penelope", che ha consentito di fare luce su numerosi episodi di assenteismo, corruzione e gare d'appalto truccate. Le ordinanze sono state eseguite dai carabinieri del Nas.

LA DENUNCIA AI NAS
L'indagine ha preso origine da una segnalazione, inviata ai carabinieri del Nas di Caserta da parte dell'Asl, riguardante anomalie nell'utilizzo del sistema informatico interno di gestione delle presenze, da parte di un dipendente che ne aveva accesso per la propria funzione di coordinatore amministrativo aziendale.

INDAGATO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
Tra le persone finite nel mirino dei giudici spicca anche il presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero: all'esponente politico, eletto con il centrosinistra (in quota Pd) alle ultime elezioni regionali nella coalizione a sostegno del governatore Vincenzo De Luca, è stato contestato il reato di traffico di influenze in relazione a un singolo episodio.

LAVORI IN CAMBIO DI SOLDI E REGALI
Per quanto concerne il fronte investigativo, grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali sarebbero emersi, a detta degli inquirenti, numerosi gravi violazioni penali, come, ad esempio, l'affidamento a poche ditte compiacenti, di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal Dipartimento di Salute Mentale, in cambio di regali e somme di danaro.

FALSI E ABUSI SU ALCUNI PAZIENTI
Ancora. Dalle indagini sarebbe spuntata fuori anche una serie di falsi ed abusi, per quanto concerne la gestione di pazienti con patologie psichiatriche, i quali, a quanto sembra, sarebbero stati affidati a strutture esterne convenzionate senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico, assoggettando l'onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell'Asl di Caserta.

OMBRE SULL'AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI 118
Tra i capi d'accusa ipotizzati dagli "007" della procura partenopea spicca anche l'affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) ad un'associazione di volontariato i cui vertici, in cambio, avrebbero corrisposto ad uno dei componenti della commissione aggiudicatrice (ed ad altri dipendenti compiacenti dell'Asl casertana), regali e altri vantaggi, come l'assunzione di propri familiari.

GLI EPISODI DI CORRUZIONE
Sarebbero poi stati riscontrati episodi di corruzione da parte dei gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate i quali, in cambio dell'affidamento diretto dei pazienti e dell'omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, corrispondevano periodicamente somme di danaro e altre utilità ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici.

GESTIONE OCCULTA DA PARTE DI ALCUNI FUNZIONARI ASL
Infine gli inquirenti avrebbero fatto luce su quella che viene definita "gestione occulta" da parte di alcuni funzionari dell'Asl, con intestazione fittizia a persone compiacenti, di strutture private convenzionate presso le quali venivano indirizzati i pazienti, affidati con onere a carico dell'Asl (diaria di circa 88 euro), direttamente dai medesimi funzionari.