Luigi Di Maio (Depositphotos)

Per la serie: ci eravamo tanto amati. Continua lo scontro interno al M5S, partito sempre più sull'orlo di una crisi di nervi. Da un lato, l'ex reggente politico Luigi Di Maio il quale prova a richiamare le truppe all'unità. Dall'altra, il fronte dei ribelli, capitanato da Alessandro Di Battista, sempre più agguerrito nei confronti dell'ala governativa del Movimento.

DI MAIO: BASTA FAIDE
"Se c'è un voto interno si rispetta, basta faide" sbotta l'attuale ministro degli Esteri (riconfermato), riferendosi alla decisione, sancita con il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau, di dare "semaforo verde" al governo Draghi, con tanto di conseguente espulsione dei parlamentari che non si sono allineati a questa decisione.

IL NO DELLA LEZZI
Dall'altro, il parere dei "defenestrati", tuttora in attesa della ratifica (o meno) di tale decisione, da parte del collegio dei probiviri. Per capirci, l'espulsa Barbara Lezzi, una delle storiche pasionarie grilline, ha detto chiaro e tondo di non sentirsi affatto fuori dal Movimento, ma anzi di volersi addirittura "candidare per il direttorio del M5S".

SPERO CHE IL MOVIMENTO ACCOLGA CONTE
Insomma: un modo bello e buono di rilanciare, da parte sua, a conferma di come la partita interna tra maggioranza e minoranza pentastellata, sia tutta ancora da giocare. Ed in questa partita potrebbe inserirsi a sorpresa un ex di lusso, come il premier "uscente" Giuseppe Conte. "E' un signore, spero che il movimento lo accolga a braccia aperte" il pensiero, a tal proposito, di Di Maio