Luigi Masecchia (foto dalla sua pagina Facebook)

Un team mondiale di artisti. Ecco il nuovo progetto della International Business and Quality Management Institute (IBQMI) gruppo americano che ha la propria sede centrale a Cheyenne nel Wyoming. È un istituto leader che opera nel campo dell'informatica e nella gestione dei sistemi offrendo programmi di formazione online di facile accesso per ogni genere di professionista collaborando poi con il Department of Economic and Social Affairs delle Nazioni Unite per aiutare i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo a creare le competenze e le credenziali del 21º secolo di cui necessitano al fine di poter prosperare.

Accanto a tutto ciò ecco allora un programma che ha come obiettivo primario quello di unire, a livello mondiale, attraverso artisti di grande valore impegnati nell'affrontare quelle che sono le più urgenti questioni planetarie. E tra i primi ad essere chiamato per questa iniziativa davvero di straordinario livello un artista italiano Luigi Masecchia, noto mondialmente, per le sue opere che utilizzano un processo di upcycling su larga scala, salvando e incorporando milioni di tappi colorati al fine di creare mosaici, opere che si inseriscono nella Pop Art.

"Siamo davvero entusiasti di poter lanciare il nostro progetto inaugurale di collaborazione con gli artisti - ha spiegato Marcello Raffaele Avagliano, Managing Director EU alla IBQMI - gli scienziati che studiano il cervello umano ci confermano che l'arte ci fa diventare migliori e più complessi. E dal momento che artisti come Luigi Masecchia hanno contribuito con successo a questo principio attraverso la responsabilità sociale, siamo felici di poterlo sostenere. Presto ci vedrete in una serie di fiere con esibizioni dei suoi lavori e altri progetti di protezione ambientale sostenuti da IBQMI".

La popolarità di Luigi Masecchia, napoletano verace (l'anno scorso ha anche ricevuto il Premio San Gennaro) i primi studi all'Istituto d'Arte Boccioni, è sbocciata in un certo senso nel 2012 con la sua opera prima che, come tela, utilizzava 2200 tappi a corona. Un anno dopo il debutto di una 'personale' e la creazione di Tappost, associazione senza fini di lucro per la creatività, il rispetto dell'ambiente e il recupero sociale. È del 2015, a Barcellona, la prima mostra tutta dedicata a Masecchia a livello europeo. E sempre in quel periodo Vittorio Sgarbi, davanti a un'opera di Masecchia lo definiva 'genio'. Tante le creazioni, come i ritratti: uno dei più celebri quello dedicato alla regina Elisabetta II.

Masecchia raccoglie ed elabora centinaia di milioni di tappi ogni anno, un lavoro che si espande attraverso bar e club di tutta Europa utilizzando poi un processo di upcycling ,contributo importante per la riduzione dei rifiuti e delle emissioni di anidride carbonica. "Mi affascina il pensiero - spiega Masecchia - di poter trasformare qualcosa che gli altri buttano via in un nuovo valore. Adoro l'idea dell'upcycling che offre una nuova opportunità". I lavori di Masecchia hanno fatto il giro del mondo, ma adesso questa partnership con IBQMI rappresenta una nuova opportunità per rendere ulteriormente visibile non solo le sue opere, ma anche il suo messaggio ambientalista attraverso un linguaggio moderno che, come si racconta nella sua biografia "dà vita a opere uniche in cui il tappo a corona è al tempo stesso cellula elementare e scintilla creativa, attorno al quale, rigorosamente a mano, costruisce e decostruisce, plasma, forgia e trasforma. Fino a far rinascere ciò che era destinato a non essere più". Che si può definire come il messaggio primario di un artista davvero senza eguali nel mondo dell'arte di oggi.

di ROBERTO ZANNI