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Dall’Italia all’Australia e ora la Colombia. È il viaggio culturale di Eugenio Viola, attualmente Chief Curator al MAMBO, il Museo de Arte Moderno de Bogotà. Ma prima di arrivare nella capitale colombiana, incarico assunto alla fine di febbraio di due anni fa, aveva lo stesso ruolo al Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina – Museo Madre di Napoli (la sua città) e successivamente, attraversando il mondo, fino in Oceania, al PICA, Perth Institute of Contemporary Arts. E l’impegno di Viola ha in un certo senso ha trasformato il museo colombiano, si è subito avvertita la sua energia. “Avevo già lavorato in Colombia – ha raccontato in una intervista per i due anni a Bogotà – nel 2010 ad esempio con maria José Arjona che avevo incontrato a New York, la invitai poi a Napoli. Ma ancora prima avevo avuto l’opportunità di lavorare con molti artisti sudamericani. Qui ci sono arrivato dopo un domanda che avevano fatto anche altre 57 persone e poi superato un processo di selezione abbastanza lungo, alla fine ci sono riuscito. La vita è un viaggio e mi sono trasferito qui”.