di Sandra Echenique

Poco meno di 34.000 abitanti, nemmeno 20 chilometri da Seattle e il mare lì a due passi. Ecco Burien, città del lontano Washington State, gli Stati Uniti del West, quasi al confine con il Canada. Lontani migliaia di chilometri dall’Italia, ma con una folta presenza italiana. Per oltre un secolo i nostri immigrati e i loro discendenti hanno lasciato una profonda impronta nel Pacific Northwest. In tutti i campi: appena arrivati hanno lavorato nell’agricoltura, come camionisti, minatori nelle miniere di carbone poi l’edilizia e ovviamente anche nell’industria della ristorazione. Da lì hanno cominciato la loro avventura, da lì hanno offerto il loro contributo per plasmare la regione attorno a Seattle e naturalmente anche la città. Lavoro duro, ma anche sogni, uno dei quali ha avuto bisogno di decadi affinchè si potesse realizzare.

Per essere un po’ più precisi, da almeno 80 anni la comunità italiana diventata italo-americana ha desiderato, sognato un luogo in cui la cultura tricolore potesse esprimersi, potesse essere celebrata e preservata. Un posto costruito tutto per loro, dove condividere il cibo, vendere prodotti alimentari e non solo mentre magari mentre un po’ più in là si svolgono le lezioni, di italiano, ma anche di cucina e altro ancora. Un sogno per tanti, ma che ora comincia a diventare realtà. Lo scorso 13 marzo infatti a Burien è stato inaugurato ‘Casa Caffe’, un coffee shop, una caffetteria italiana che rappresenta il via di quella che sarà la nuovissima sede di ‘Casa Italiana – Italian Cultural Center’. Un grande progetto che prevede un ufficio per il console onorario, la biblioteca dove tenere le lezioni di italiano, un museo incentrato sulla immigrazione nel Pacific Northwest, sala per 300 persone, cucina, spazi da affittare, spazi per le riunioni, con un ascensore per agevolare chi ha difficoltà motorie per arrivare al secondo piano.

Senza dimenticare anche il campo bocce all’esterno dove è anche previsto un ampio e comodo parcheggio per almeno un centinaio di auto. Un Italian Cultural Center moderno nella struttura, ma che al suo interno non dimentica  la tradizione e che soprattutto non farà rimpiangere un’attesa lunghissima, durata almeno 80 anni. Per realizzare tutto ciò si stanno ancora raccogliendo i fondi, l’obiettivo da raggiungere sono 3 milioni di dollari. Ma aspettando di avere tutto il denaro necessario, l’attività è già cominciata e l’inaugurazione di ‘Casa Caffe’, pur con tutte le precauzioni che sono necessarie in questo periodo, è stata una grande festa. L’inizio di una nuova emozionante avventura. Principali promotori, sostenitori del grande progetto tricolore Giuseppe ‘Joe’ Megale e Gennaro ‘Jerry’ Mascio, il cui sorriso si poteva anche vedere nonostante le mascherine.

“La nostra idea – ha raccontato Megale a Westside Seattle che ha dedicato ampio spazio all’iniziativa – era quella di riunire sotto uno stesso tetto tutti i club italiani, nel senso di dare uno spazio per tutte le attività. In senso più ampio mettere assieme la grande comunità italiana del Great Northwest rappresentata da tante persone, molte di più delle stesse associazioni. E c’è stata una collaborazione totale per dare un contributo alla creazione della nuova struttura”. In questo modo l’Italian Cultural Center diventerà il polo di aggregazione per gli italiano-americani della regione. “A Georgetown – ecco l’esempio portato da Mascio – organizziamo il San Gennaro Festival e penso sia solo bello poter riunire tutte le persone: si tratta di un grande evento e ci aspettiamo che lo sia nella stessa maniera anche qui. Gli italiani amano stare insieme, socializzare, fa parte della nostra cultura”.