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Una vergogna“, stanno producendo “solo in uno stabilimento su cinque” previsti dal contratto con l’Ue. Così Sandra Gallina, direttrice generale della direzione Salute della Commissione europea, nel corso di un’audizione in commissione Bilancio del Parlamento europeo, si scaglia contro AstraZeneca, affermando che “ci ha creato un problema reputazionale” a livello europeo. I problemi per la campagna vaccinale europea “ci sono con un solo contratto, quello con AstraZeneca, il vaccino più economico e quello con le forniture maggiori previste per il primo semestre. Ne abbiamo parlato con gli Stati membri e intendiamo agire perché questa questione non può essere disattesa” ha detto parlando agli eurodeputati.

“Pfizer e Moderna stanno rispettando le consegne – ha sintetizzato Gallina – con AstraZeneca abbiamo seri problemi e non abbiamo ricevuto neanche un quarto delle dosi stabilite via contratto, una situazione che ha creato un danno di reputazione per tutti, Commissione e Stati membri”.

“Sostengo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, abbiamo un problema con Astrazeneca” ha detto stamane Angela Merkel che ribadisce il suo sostegno alla minaccia di bloccare le esportazioni delle dosi del vaccino prodotto in Europa dalla casa anglo-svedese che ha rispettato a pieno il contratto con il Regno Unito mentre invece ha ritardato le consegne con la Ue. La questione sarà sul tavolo dei leader europei il 25 e 26 marzo.

Ma contro AstraZeneca si leva anche qualche autorevole voce americana. I risultati del trial Usa del vaccino della casa farmaceutica contro il Covid-19 potrebbero avere usato “informazioni obsolete”, è il dubbio sollevato dalle autorità sanitarie federali Usa, in particolare dal comitato di monitoraggio Data and Safety Monitoring Board, secondo cui AstraZeneca potrebbe avere fornito una visione incompleta dei dati sull’efficacia del vaccino. Lunedì AstraZeneca ha riferito che, da uno studio Usa da tempo atteso, è emerso che il suo vaccino contro il coronavirus fornisce forte protezione fra gli adulti di tutte le età, un risultato che potrebbe aiutare a ricostruire la fiducia dell’opinione pubblica nel mondo dopo le sospensioni in diversi Paesi europei e il successivo parere positivo dell’Ema, e che potrebbe avvicinare il vaccino al via libera negli Usa.

Nello studio, condotto su 30mila persone principalmente negli Usa ma anche in Cile e Perù, il vaccino di AstraZeneca è risultato efficace al 79% nel prevenire i casi sintomatici di Covid-19, anche negli adulti più anziani. Fra i volontari non sono stati riscontrati malattie né ricoveri. AstraZeneca ha anche riferito che in base ai controlli di sicurezza indipendenti dello studio non sono stati trovati effetti collaterali gravi, quindi neanche un rischio aumentato di trombi sanguigni rari come quelli identificati in Europa.