Per mesi ha negato che il virus fosse mai entrato o potesse mai entrare in Corea del Nord, oggi Kim Jong-un lo ha preso a pretesto per boicottare l’Olimpiade di Tokyo. Gli atleti nordcoreani, infatti, non parteciperanno ai Giochi in programma in estate, dopo il rinvio del 2020.

Il motivo? “Proteggere gli atleti dalla crisi sanitaria globale causata dal Covid-19“, come recita una scarna nota del dipartimento delle comunicazioni del locale ministero dello sport. Nuovo boicottaggio, dunque, a tre anni di distanza dalla clamorosa partecipazione ai Giochi invernali di Pyeongchang, organizzati dai “nemici” del Sud. Una decisione che potrebbe innescare un effetto a catena, indirizzando altri “rifiuti”.

Proprio le istituzioni di Seul sono le più deluse dalla mancata partecipazione dei “cugini” all’Olimpiade. Si interrompe bruscamente, infatti, il processo di riavvicinamento e di discussione tra i due paesi cominciato proprio negli anni scorsi. “C’è ancora tempo per annullare la decisione”, ha fatto sapere un portavoce del ministero degli Esteri della Corea del Sud, speranzoso.