Lukaku (Depositphotos)

di Lorenzo Valletta

L’ultimo scudetto dell’Inter risale al lontano triplete (11 anni fa). L’avvento di Conte sulla panchina ha significato una finale persa in Europa League (contro il Siviglia), un secondo posto in campionato e, ora, il rush finale verso il diciannovesimo titolo per Milano, sponda Appiano Gentile (il quarto, in serie A, per l’ex ct della Nazionale). 

Contro l’allenatore leccese, in campionato, in nove incontri disputati, il Napoli ha vinto una sola volta: correva la stagione 2013-2014, Conte era alla guida dei bianconeri e sulla panca napoletana sedeva Benitez. Poi, 8 sconfitte e 2 pareggi. I partenopei devono invertire il nefasto trend, anche per beneficiare dello scontro diretto tra Atalanta e Juventus: in caso di vittoria di una delle due compagini, gli azzurri potrebbero scalare la classifica, rientrando in zona-Champions. 

Attenti a quei due - Impressionanti i numeri della “doppia L”, Lukaku/Lautaro. Partiamo dal primo: ha un profilo expected gol (xg) di 19,04 +1,96. La dicitura in corsivo indica che l’attaccante belga di origine congolese, ha segnato 2 reti in più in base alle occasioni presentatesi. Dunque, il dato rimarca la letalità della punta interista e, inoltre, fa il paio con un altro primato: è l’uomo-assist, con 9 passaggi risolutivi nel suo score. 

L’argentino, invece, ha un xg di 13,86 +1,14. Il totale dei due numeri coincide, perfettamente, con le sue marcature in campionato: ben 15. 

Occhio alle incursioni dell’esterno Achraf Hakimi. Il marocchino riesce ad abbinare tecnica e velocità. Non a caso, dalla catena di destra, provengono i maggiori attacchi del team nerazzurro. Per lui, 6 gol e 5 assist. 

Il giocatore con più minuti nella rosa di Conte è l’estremo difensore Samir Handanovic. Utilizzato per ben 2700 minuti, ha mantenuto, solitario, la porta inviolata in 12 circostanze, tante quante ne ha collezionate il Napoli che, però, condivide tale primato con la coppia Ospina/Meret. 

L’Inter, al momento, detiene anche il record stagionale di clean sheet consecutivi - 4, per l’esattezza - nonché di miglior difesa, sebbene in condominio con la Vecchia Signora: 27 reti subite. 

L’allenatore pugliese predilige il 3-5-2 - modulo che ha adoperato fin dai tempi della Juventus - che ha utilizzato in 2110 minuti, fruttandogli 48 gol su 304 tiri. 

Le caratteristiche dell’Inter targata Conte - Ripartire in contropiede è diventato, ormai, il mantra in tutte le squadre guidate dal tecnico di Lecce. Le azioni che ne derivano vengono cinicamente indirizzate in porta: le 69 finalizzazioni - secondo miglior attacco del campionato - sono lì a testimoniarlo. Recuperare lo svantaggio è un’altra peculiarità della capolista: le rimonte contro Fiorentina, Parma e Torino sono esempi.