Beppe Grillo (foto depositphotos)

Il “caso Grillo”, con l’accalorato video con il quale il garante del Movimento ha difeso il figlio Ciro dall’accusa di stupro, rischia di travolgere il M5S. Ne sono convinti 14 attivisti iscritti alla piattaforma Rousseau i quali, in una lettera indirizzata al Fatto Quotidiano, lamentano che quella “vicenda” potrebbe “essere usata dagli avversari politici per attaccare e indebolire in modo strumentale il M5S”. Secondo i firmatari è necessario “considerare separatamente” la vicenda umana e giudiziaria di Grillo e quelle del Movimento, “lasciando che la giustizia faccia il proprio corso”. “Gli iscritti, gli attivisti e tutti quelli che si riconoscono nella base del Movimento – prosegue la lettera – vivono ormai da mesi una situazione conflittuale in cui i vertici non comunicano con la base, i portavoce eletti in Parlamento sotto il simbolo del M5S confliggono tra loro su questioni incomprensibili, mentre tutta la nazione è in stato di difficoltà, con 15 milioni di poveri in arrivo”. Dagli attivisti arriva infine “un’esortazione a serrare le fila”.