di MIMMO PORPIGLIA

Lo sottolineiamo per l’ennesima volta. Questo giornale non critica la realizzazione della nuova sede della Cancelleria consolare a Montevideo (Cancelleria consolare, e non Consolato, lo ribadiamo ancora per chi continua a voler far credere il contrario): é scritto a chiare lettere anche nella gara d’appalto formalizzata dall’ambasciata in Uruguay… Quindi, che ben venga la nuova costruzione. Ma ne disapproviamo, e fin dal primo giorno del suo annuncio, la tempistica, perché in questo momento non è plausibile spendere denaro per l’edificazione di tale struttura. Tutto, adesso, deve essere pensato esclusivamente in base alla lotta al Coronavirus. E tutti gli sforzi (anche economici) destinati al bene della comunità. Venire a sapere che ora saranno versati inizialmente più di un milione e mezzo di dollari per quest’atto imprenditoriale sembra eccessivo. Anche perché all’inizio si parlava di circa un milione di spesa e poi invece scopriamo che, a lavori non ancora iniziati, si è aggiunto un altro mezzo milione. E siamo certi, l’esperienza purtroppo insegna, che durante i lavori ci sarà un ulteriore esborso – maggiori costi in opera – che farà salire la cifra preventivata ad almeno il doppio…

Ieri anche il Cgie, tramite il segretario generale Michele Schiavone, ha detto la sua sull’argomento, sottolineando che “che tra l’apertura di nuove sedi consolari e la messa in sicurezza delle vite umane, le priorità sono incontrovertibili”. A questo punto ci preme sottolineare che questo quotidiano a volte è critico con il Maie di Ricardo Merlo ma non perché ci si sveglia la mattina con questo obiettivo. Anzi, riconosciamo a questo Movimento di essere l’unico a impegnarsi oramai sul territorio e a portare avanti idee e progetti, a differenza di altri partiti di cui si sono perse le tracce da tempo. Il nostro vuole essere un discorso costruttivo, non di rottura. Difatti continuano ad arrivare telefonate da parte di persone che sono d’accordo con la nostra linea: Ambasciata, Maie e Ministero degli Esteri non devono lasciarsi distrarre da altri impegni che non siano legati alla pandemia. E soprattutto destinassero tutti i fondi possibili alle persone in difficoltà. Che sono davvero molte, tante… e lo scopriamo quotidianamente.

Una volta terminata questa maledetta emergenza con cui facciamo i conti da più di un anno, allora sì che sarebbe anche giusto pensare a una nuova Cancelleria consolare. Magari anche più grande e ricca di confort di quella ora progettata. A patto peró che parte delle 800 assunzioni di cui Merlo ha parlato in passato come giá operative, siano destinate proprio a Montevideo. Perché se si sente il bisogno di uno spazio più grande e con più confort, è di certo fondamentale che a occuparsi delle tantissime pratiche dei nostri connazionali ci sia più personale di quello di oggi che, purtroppo non riesce a stare dietro a tutto. S’investa sull’edificio (per noi resta il fatto che non è ancora il momento), ma soprattutto si investa sul materiale umano. Che questa nuova area adibita a Cancelleria consolare non diventi una cattedrale nel deserto. Dal Maie – ci dicono – si sono risentiti perché – secondo loro – avremmo stravolto le frasi espresse del presidente Merlo all’agenzia Aise dedicando la nostra risposta solo ad alcune parole, “stare piú comodi” ignorando – si sarebbero lamentati – il vero concetto delle sue espressioni, e cioé una cancelleria consolare “piú grande sicura, dotata di tecnologia d’avanguardia e, naturalmente, del personale adeguato ad offrire servizi efficienti e puntuali” – (la frase di Merlo é stata riportata da noi fedelmente, e per intero… senza toccare una virgola…).

Noi rispondiamo che sí, é vero, i lavori della nuova costruzione sono giá stata appaltati, (indagheranno altri poi se con tutti i crismi previsti dalla legge ) ma le “tecnologie d’avanguardia e il personale adeguato” – termine usato da Merlo – sono ancora un miraggio…. “promesse politiche” di cui esistono solo parole: tecnica d’avanguardia e piú personale…. Ecco, le concretizzi come ha fatto con la nascente costruzione… altrimenti dobbiamo per forza di cose pensare che tutto sará come prima: per ottenere passaporti, cittadinanze e altri documenti alle calende greche…. Sí, comodamente seduti ma in un’attesa eterna… Allora ci rivolgiamo direttamente all’ex sottosegretario, insista, insista, ci metta lo stesso impegno, che ha profuso nel volere la costruzione a Montevideo, altrimenti sará veramente una cattedrale nel deserto… E per cortesia basta lamentarsi che il Maie finisce su questo giornale solo per essere attaccato …. Accettate il lavoro e anche le critiche, nella buona e nella cattiva sorte perché é un pó come il gioco delle parti di pirandelliana memoria…. Tanto ormai la costruzione si fará comunque, lo sappiamo, non siamo ingenui… i “giochi” sono stati fatti…..in assoluto silenzio, senza la dovuta pubblicitá….

Ma permettete almeno che contestiamo il momento storico… in un mondo invaso da pandemia, morti e nuovi poveri Di Maio, Vignali, Merlo e l’ambasciata d’Italia a Montevideo pensano soprattutto a migliorare la sala di attesa di una cancelleria consolare…. Sí perché le tecnologie d’avanguardia e l’aumento del personale si possono mettere in atto anche subito, non c’é bisogno di 700 metri quadrati… Qualcuno ne ha fatto richiesta alla Farnesina??? Qualcuno lo ha fatto??? Si pensa solo ad ampliare una Cancelleria consolare che non tornerá mai ad essere un Consolato, figuriamoci un Consolato Generale come per i suoi 130mila iscritti ne avrebbe diritto per legge… Piú personale significa con la pandemia fare piú turni allo sportello qui a Montevideo, ed evitare di essere aperti un solo giorno a settimana…. e per appuntamento… come denuncia Filomena Narducci nel suo intervento a lato…. Ultimo ma non per importanza, si parla di sicurezza…giá, quella che é mancata negli anni (ricordate il caso-Ventre? Il ragazzo che qualche mese fa ha scavalcato indisturbato il cancello dell’ambasciata…finendo tragicamente (in ospedale o dentro l’ambasciata lo appureranno i magistrati che si stanno interessando della questione).

Bene, ci sará bisogno della nuova struttura per dare sicurezza a chi é dentro il perimetro di via Fleming? Non dovrebbe la Farnesina giá mettere in atto tutte le operazioni di sicurezza per chi ci lavora e ci abita? Allora consigliamo a chi dice che il Maie compare su queste colonne solo per criticare i suoi membri di sposare il detto “Non importa che se ne parli bene o male. L’importante è che se ne parli…” del grande Oscar Wilde…. e soprattutto guardare veramente a quali sono i bisogni di questa collettivitá che non si esauriscono con una nuova costruzione… ma sono ancora tutti irrisolti… E non saranno certo “coperti” solo dalla struttura di 700 metri quadrati….. Il senatore Merlo e il suo Maie su questo giornale hanno avuto sempre un’autostrada aperta, con o senza “incidenti” di percorso …. Anche perché gli altri politici e gli altri partiti, non hanno imboccato piú le strade che portano in Uruguay…. Hanno smesso di viaggiare….. E da queste parti latitano… Da molto, troppo tempo ormai…