“I numeri ci dicono che non è finita, speriamo di non avere nessuna impennata dei contagi e non rovinarci l’estate”. Lo ha detto Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, parlando delle riaperture su Newsroom Italia di Ranews24. Già da qualche settimana l’infettivologo Massimo Galli aveva criticato l’ipotesi della riapertura anticipata. E ora l’ex presidente della Simit (Società italiana malattie infettive) è tornato alla carica, affermando che la decisione, per lui, resta affrettata: “Il prezzo che si rischia di pagare con queste riaperture è alto. Negli Usa i contagi sono di nuovo aumentati”, ha detto nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La nazione’, spiegando anche di non credere che con l’arrivo del caldo la situazione possa migliorare d’incanto con una diminuzione delle infenzioni: “Questa storia che calano durante la bella stagione è un mito da sfatare”.

E quello che ha visto già dal 25 aprile non gli è piaciuto: “Ho visto tanti assembramenti per strada. Si vorrebbe attribuire una funzione taumaturgica all’estate, ricordiamo che le grosse concentrazioni all’aperto danno grossi problemi. Abbiamo avuto 461mila persone positive al virus, siamo ancora a livelli molto alti, si tenga conto che i numeri, per quanto calati, sono probabilmente la metà di quelli veri. Siamo lontani da una condizione di sicurezza”.

Poi il paragone con gli Stati Uniti: “Negli Stati Uniti, dove sono molto avanti con la profilassi, come lo sono nel Regno Unito, hanno registrato a metà aprile una ripresa fino al 10% delle nuove infezioni. Hanno rilassato le misure di contenimento, e nonostante avessero somministrato in media 67,5 dosi di vaccino per cento abitanti, i contagi sono ripartiti. Noi siamo sempre indietro, a 23-24 dosi per cento abitanti. L’ho detto, e sono anche stufo degli attacchi che ricevo. La polemica sul coprifuoco che sacrifica le attività serali dei ristoranti, ad esempio. È una decisione politica”.