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Vaccinarsi contro il coronavirus in Uruguay vuol dire avere a disposizione quasi certamente il vaccino cinese Sinovac con le uniche eccezioni del personale sanitario e gli ultrasettantenni che invece hanno a disposizione Pfizer.

Oggigiorno Sinovac non viene riconosciuto dall'Unione Europea. Tra le conseguenze di questa scelta basta pensare al passaporto sanitario che a breve sarà necessario per entrare nel vecchio continente: aver ricevuto Sinovac non avrà alcun valore dato che gli unici vaccini riconosciuti sono quelli approvati dall'Unione, vale a dire Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson. Dunque l'unico modo per viaggiare, dall'Uruguay come dal Cile o da altri paesi, sarà quello di presentare un tampone negativo con tutte le scomodità del caso.

Questa realtà però potrebbe presto cambiare. L'Agenzia europea del Farmaco (Ema) ha appena annunciato l'avvio dell'esame di questo vaccino che -a differenza di altri- utilizza la tecnologia tradizionale con il virus inattivo in modo simile a quello che viene fatto ogni anno con i vaccini anti influenzali. 

Tale decisione è stata presa su richiesta dell'azienda farmaceutica italiana Life'On S.r.l., il ramo specializzato nei vaccini del gruppo Orofino, con sede a Pomezia.

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Ema ha avviato quella che tecnicamente si chiama procedura di revisione continua del vaccino sulla base "di risultati preliminari di studi di laboratorio (dati non clinici) e studi clinici. Questi studi suggeriscono che il vaccino inneschi la produzione di anticorpi che colpiscono il Sars-Cov-2, il virus che causa Covid-19, e possa aiutare a proteggere dalla malattia", si legge nel comunicato dell'agenzia europea.

"L'Ema valuterà i dati non appena saranno disponibili per decidere se i benefici superano i rischi" prosegue la nota. "La revisione progressiva continuerà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti a supportare una domanda formale di autorizzazione all'immissione in commercio. L'Ema valuterà la conformità del vaccino Covid-19 (Vero Cell) inattivato con i consueti standard Ue relativi a efficacia, sicurezza e qualità".

Quanto durerà questo processo di revisione ancora non lo sappiamo anche se potrebbe durare meno del previsto: "Sebbene l'Ema non sia in grado di prevedere le tempistiche generali, il processo di rolling review dovrebbe richiedere meno tempo del normale".

Sull'efficacia del vaccino Sinovac esistono pareri discordanti: 50,4% stimato in Brasile, 54% in Cile e 65,3% in Indonesia, numeri molto più bassi rispetto ad esempio al 97% ottenuto da Pfizer. Proprio un mese fa le stesse autorità di Pechino ammisero per la prima volta la scarsa efficacia lasciando aperta la possibilità allo studio di nuove misure quali una terza dose o l'utilizzo della tecnica sperimentale dell'mRNA.

Le autorità sanitarie uruguaiane lo ripetono da tempo, i concetti di efficacia e protezione sono abbastanza diversi dato che il vaccino ha un solo obiettivo fondamentale, quello di evitare i casi gravi ma ciò non toglie la possibilità di evitare il contagio che potrebbe anche avvenire. Uno degli studi più importanti su Sinovac è stato fatto recentemente in Cile dove si è scoperto che può prevenire i casi più gravi all'89%.

di Matteo Forciniti