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DI GIANPAOLO SCACCHI

 

La Cina è un pericolo per la pace del mondo? Americani e australiani ne sono convinti. Il conferimento al leader cinese Xi Jinping del titolo di “timoniere” come fu Mao sarebbe una prova.

 

Ma c’è ben altro. La pandemia di covid sarebbe conseguenza di prove di armi chimiche finite male. Prove che farebbero parte della preparazione alla terza guerra mondiale in corso da ormai 6 anni. Con l’impiego di armi biologiche, dicono gli americani.​

 

Xi Jinping, presidente e segretario generale del partito cinese, ha assunto il titolo onorifico di “timoniere”, per rafforzare ulteriormente il suo potere.

 

Quel titolo fu usato solo dal presidente Mao all’apice della sua gloria e della sua potenza. Xi Jinping, nel maggio del 2020, esortò, in un pubblico discorso a un gruppo di militari, ad “Accelerare i preparativi per il combattimento e la difesa nazionale”.​

 

Agenti dell’intelligence statunitense lo sostengono. Da un lato Xi continua a spingere per avere il dominio a livello mondiale sulle democrazie occidentali. Dall’altro il titolo lo pone “saldamente al controllo di ogni aspetto della società cinese”.

 

In Cina torna il timoniere - A segnare un significativo cambiamento nel potere di Xi è stata una riunione, a ottobre, del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese.​

 

Scott Berrier, generale dell’esercito USA, parlando alla Commissione per i servizi armati del Senato ha detto:”Penso che Xi abbia fermamente il controllo del partito, delle forze armate e di ogni aspetto della società cinese”.

 

“Il comunicato di ottobre ha probabilmente segnalato la singolare posizione politica di Xi all’interno del partito, nominandolo “fondamentale navigatore e timoniere”. Sono termini mai più utilizzati dai tempi di Mao Zedong”, ha aggiunto.

 

Nei 33 anni di guida, Mao era noto come “il Grande Timoniere”.​

 

“Pechino ritiene che la Cina rimanga in un periodo di importanti opportunità strategiche “, ha aggiunto Berrier.

 

Commenti che arrivano tra i timori di una guerra reale tra Australia e Cina per le tariffe commerciali e per la richiesta del primo ministro australiano Scott Morrison, di una indagine sulle origini del coronavirus.

 

Secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald, il generale Adam Findlay, in precedenza uno dei principali comandanti militari australiani, in un briefing dell’aprile 2020, ha affermato che ci sia un’alta probabilità di una guerra con la Cina e che quest’ultima sia già impegnata in operazioni segrete nella “zona grigia” contro gli intessi dell’Australia.​ ​

 

Findlay, attualmente consigliere dell’Australian Defence Force, avrebbe detto che c’è una “alta probabilità” di guerra.

 

Durante il briefing il militare avrebbe chiesto alle truppe:”Secondo voi chi è la principale minaccia (regionale)?”. La risposta: “Cina”.

 

Diverse fonti affermano che il generale ha poi avvertito che la Cina vanta 26.000 uomini inquadrati in brigate di forze speciali. E ha affermato che l’Australia deve potenziare l’esercito, nonché il cyber. E persino pensare allo spazio.​