Osimhen, attaccante del Napoli (foto depositphotos)
Da Verona (il gol-lampo di Lozano disintegrato dai tre colpi veronesi: 1-3) alla fine del girone di andata e al culmine del periodo nero senza Osimhen (sconfitte sui campi di Inter e Lazio, 1-2 casalingo con lo Spezia, rottura del rapporto tra De Laurentiis e Gattuso) al Verona di domani sera allo Stadio Maradona con un Napoli rilanciato (sei vittorie e due pareggi in questo rush finale) sembra la sintesi della stagione azzurra, dall'inferno all'Europa. 

 

Gattuso è riemerso due volte dai risultati contrari che gli sono costate contumelie e pretese di esonero da vari pulpiti. È riemerso dal periodo nero e, ancora, dall'1-1 casalingo col Cagliari che sembrò tagliare definitivamente le gambe alla squadra nella corsa verso la Champions.

L'allenatore, cui non è stata concessa alcuna attenuante, mentre altri tecnici franavano nei grandi club senza essere additati al pubblico ludibrio, è all'ultima scena. Può lasciare un Napoli in Champions e un tesoretto di 50 milioni dai proventi europei a De Laurentiis.

La riscossa del Napoli non è dovuta solo al recupero di Osimhen, che ha consentito a Gattuso quel gioco verticale impossibile senza il nigeriano, centravanti veloce e di sfondamento, e al migliore stato di forma di Zielinski e Fabian Ruiz, alla maturità di Insigne e alla tenuta difensiva (senza Koulibaly!).

La riscossa è stata il frutto della perfetta intesa e solidarietà fra squadra e allenatore come si è registrata solo nell'Inter di Conte.
Manca quest'ultimo step per dare un senso alla stagione azzurra. Il Verona non farà sconti. S'è visto con quanto impegno la Fiorentina abbia affrontato il Napoli. Di fronte agli azzurri non c'è squadra che si scansi, abbia o non abbia bisogno di punti. È la lealtà residua di un campionato con qualche ombra pesante nell'utilizzo o meno del Var. Lasciamo stare.

Il Verona di Juric (3-4-2-1) è stato per lungo tempo tra le formazioni più apprezzate con un tecnico variamente inneggiato. È calato nel finale. Non vince da otto turni (tre pareggi). La posizione in classifica è immutabile. Anche vincendo a Napoli, il Verona rimarrebbe al decimo posto, sotto la Sampdoria e a una infinità di punti dal Sassuolo.
A Napoli darà battaglia per lucidare il blasone un po' appannato di squadra-rivelazione (?). È la formazione più fallosa del campionato col record di 597 falli. Può giocare duro e bisogna tenere i nervi saldi. Bisogna accettare che il Verona se la giochi tutta. Il Napoli, comunque, ha le armi per superarlo. Gattuso conferma la formazione-standard di quest'ultimo periodo positivo.

Nella corsa ai due posti Champions (Inter e Atalanta già in Europa), il Milan pareggiando col Cagliari ha rimesso in gioco la Juventus. Domani sera Napoli, Milan e Juventus si giocano l'ultima fiche sul tavolo europeo.
I pronostici danno per spacciato il Milan (a Bergamo contro l'Atalanta) e favoriti il Napoli in casa col Verona e la Juventus fuori col Bologna. Per il Milan, in testa al campionato per 21 giornate, cedendo lo scettro all'Inter con la sconfitta a La Spezia, sarebbe la delusione totale. A Bergamo, ha un solo risultato utile per farcela, la vittoria, che terrebbe fuori la Juve.

Al Napoli, senza fare calcoli (gli basterebbe un pareggio col Milan battuto a Bergamo), serve vincere per essere matematicamente in Champions. Il pallone è rotondo fino a un certo punto. Il successo pieno del Milan sull'Atalanta avrebbe del clamoroso unitamente alla esclusione della Juve. 

di Mimmo  Carratelli