Per il secondo anno consecutivo -dovuto alla pandemia- la cerimonia dell’Ambasciata di Montevideo per la festa della Repubblica si è svolta ieri in videoconferenza attraverso una diretta su Facebook (peccato che é stata seguita solo da una trentina di persone) All’evento estremamente ristretto hanno partecipato tra gli altri il ministro di Educazione e Cultura uruguaiano Pablo da Silveira e il presidente del Comites di Montevideo Alessandro Maggi.

“Questa è una data importante che ci unisce”. Così ha iniziato il suo intervento l’ambasciatore Giovanni Iannuzzi dopo l’esecuzione degli inni nazionali riferendosi al “momento particolare che unisce Italia e Uruguay unite oggi nella tragedia della pandemia”. “Ricordiamo le 125milia vittime che ci sono state fino ad ora in Italia con la speranza del progresso e dei vaccini come la strada d’imbocco per la via d’uscita definitiva a questa crisi sanitaria. Il mio augurio è che anche l’Uruguay  possa superare presto questo momento difficile”.

In occasione della settantacinquesima festa della Repubblica l’Ambasciata ha presentato il progetto “Montevideo, una capitale di cultura italiana”, un’iniziativa volta a valorizzare lo straordinario patrimonio culturale lasciato dagli emigrati nella capitale uruguaiana mostrato in un video: “Le tracce della presenza italiana sono fortissime e dimostrano il forte attaccamento all’Italia da parte di questo paese. L’Ambasciata vuole rendere omaggio a questo patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale, gastronomico, linguistico e scientifico”.

É stata poi annunciata una donazione di 3mila libri di letteratura italiana tradotti in spagnolo che saranno regalati alle biblioteche dei centri dipartimentali. Nel suo messaggio di ringraziamento il ministro Pablo da Silveira ha voluto sottolineare che la presenza della cultura italiana, oltre alla capitale, è “molto forte anche nelle città dell’interno a dimostrazione della grande tradizione che lega da sempre le nostre due nazioni”.