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Scatolette di tonno aperte un tanto al chilo, la povertà abolita, i like come linfa vitale. Il M5S tira a campare – o a Campari, dipende da chi la spara più grossa – mentre Danilo Toninelli (già, proprio lui) scrive un libro, "Non mollare mai”. La situazione, drammatica, diventa “grammatica” durante il cerimoniale andato in scena sul Lungotevere Aventino, a Roma, dove Largo Carlo Azeglio Ciampi diventa Carlo Azelio Ciampi. Sembra un film fantozziano, manca solo la contessa Serbelloni Mazzanti vien dal Mare per il taglio del nastro. Invece è tutto vero. La targa non viene scoperta, la banda non suona più e la frittata è fatta davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella, telecamere e occhi sgranati stile Totò Schillaci formato Mondiali anni Novanta. Almeno quelle erano Notti Magiche, ora sembra più un deserto dei Tartari.

Visto che poi la toppa, come insegnano i saggi del mercato rionale, è sempre peggio del buco, ciò che succede dopo – nell’ambito della corrente filosofica del “giustificazionismo spinto” – è qualcosa di tragicomico. Il Comune spiega che il drappo non è stato tolto perché la targa (poi sostituita con il nome giusto) si è scheggiata durante il montaggio. Mentre Virginia Raggi, nel corso della trasmissione televisiva Cartabianca, ha annunciato che chi ha sbagliato ha pagato. In che modo? È stato rimosso dal suo posto e “ha già ricevuto una lettera con un procedimento disciplinare”. Non solo: “È la stessa persona che ha scritto e avrebbe dovuto controllare. E non l’ha fatto”. Ma chi controlla il controllore?

Nel frattempo, il dibattito politico nato è figlio del nostro tempo, dove è sempre colpa di qualcun altro o di chi c’era prima, in pieno stile M5S. Un fulgido esempio è quello del grillino Paolo Ferrara, che in un post su Facebook avanza l’ipotesi di qualche longa manus invisibile che ha intenzione di screditare la fascia tricolore capitolina: “Si avvicinano le elezioni e ormai si inventano tutto per fermare Virginia Raggi. La targa con il nome sbagliato di Carlo Azeglio Ciampi non è un semplice errore. Vi sembra possibile? Sono una persona libera e dico chiaramente che per me la risposta è no. Questa è la targa che la sindaca ha fatto immediatamente sistemare. Poi diciamola tutta perché io non ho mai visto un sindaco con lo scalpello in mano incidere una targa; per cui non è certamente lei la responsabile”.

Lo stesso Ferrara, non contento, posta le foto di un telone lezzo e aggiunge: “Due indizi fanno quasi una prova. Praticamente è con questo telo sporco e fetente che avevano allestito per coprire la targa da inaugurare di Carlo Azeglio Ciampi. Secondo voi è normale utilizzare questo telone per coprire le più alte cariche dello Stato e il presidente della Repubblica durante una cerimonia ufficiale? Il nostro cerimoniale l’ha fatto levare prima dell’evento. Qualcuno forse si dovrebbe fare più di una domanda e darsi una risposta. Quanto fa paura Virginia Raggi?”. La difesa d’ufficio sui social ha dettato la linea. Morale della favola? Uno vale uno. Ma qualcuno è “meno uno” degli altri.

CLAUDIO BELLUMORI