Sant’Anselmo all’Aventino è una chiesa con annesso il monastero. Il 18 aprile 1893, sul colle dell’Aventino, fu posata, in maniera solenne, quella che fu la prima pietra del complesso di Sant’Anselmo. Oggi ospita il Pontificio ateneo e il collegio benedettino e rappresenta la casa di questa congregazione. E padre Mauritius Wilde, il priore del collegio lo racconta così: “Siamo 90 monaci qui a Sant’Anselmo, provenienti da una trentina di nazioni differenti, da ogni continente e come collegio apriamo le nostre porte a tutti coloro che vogliono vivere qui, pregare e studiare: questa è la tipica accoglienza dei benedettini”. Un’atmosfera che ha contagiato anche Jake Kutina, originario di Shakopee nel Minnesota, laureato alla Saint John’s University nel maggio scorso che ora è pronto per un’avventura speciale: con un major in leadership aziendale globale e un minor in economia, ha deciso di fare volontariato per un anno al monastero di Sant’Anselmo. “Se non avessi frequentato la Saint John’s – ha spiegato – e non avessi avuto compagni di studi più grandi che avevano già avuto questa esperienza non avrei saputo di questa opportunità. È qualcosa di speciale poter andare all’estero e sperimentare cose differenti. Non puoi dar nulla di scontato perchè tutto è nuovo”. Kutina, tra le altre cose, dovrà partecipare ad almeno un servizio di preghiera al giorno assieme agli altri monaci del monastero e durante il suo primo mese e mezzo di permanenza, parteciperà anche a lezioni universitarie di tre-quattro ore al giorno con l’obiettivo di migliorare la sua conoscenza della lingua italiana. “Un corso – ha spiegato – necessario per prepararci a servire nel monastero. Parte dei nostri compiti iniziali saranno anche di sedersi in quello che può essere paragonato a un help desk, per controllare gli ospiti e rispondere al telefono”. Ma non è tutto perchè nei 12 mesi di permanenza, Kutina dovrà dedicarsi al giardinaggio, ma anche fare il bucato e lavare i piatti e potenzialmente potrà essere scelto per svolgere la mansione di autista designato per l’Abate Primate o altri monaci all’interno del monastero.