Raffaella Carrà (foto: Depositphotos)
Sicuramente la morte di Raffaella Carrà ha colpito, e non poco, la sensibilità di colleghi e gente comune e, ovviamente, i parenti, a partire dal compagno Sergio Japino. Ma crediamo anche che la regina della televisione non avrebbe voluto tutto questo clamore. Di carattere riservato, ha tenuto nascosta la sua malattia fino all’ultimo, chiedendo addirittura una bara in pratica ‘grezza’ per l’ultimo saluto. Aveva anche chiesto un funerale, se possibile, quanto più allegro possibile. Insomma, siamo certi che tutti questi necrologi che abbiamo letto e sentito nell’ultima settimana non le avrebbero fatto particolarmente piacere. L’Italia, per lei, si è praticamente fermata. Cosa che lei non avrebbe voluto e che ci pare, in questo momento, esagerato. Proprio per via del suo temperamento mite al di fuori del piccolo schermo. Giusto tributarle un doveroso omaggio per la sua splendida carriera artistica e per quello che ha dato alla musica e alla televisione, ma in pratica per una settimana non si parla d’altro. Eppure in Italia gli argomenti di cui discutere non mancano, dalla curva dei contagi in aumento al ricovero di Papa Francesco e dalla politica che vede sempre la maggioranza sul chi va là e la perenne crisi del MoVimento 5 Stelle. Dalla mattina alla sera, si sta parlando solo ed esclusivamente di questa fantastica artista, dando anche spazio ai commenti di persone del mondo delle celebrità che niente c’entrano con la Carrà, ma che cercano un po’ di pubblicità mediatica ricordando questo o quell’aneddoto (che sia vero, chi lo sa?). Lo stesso agente della Raffa nazionale ha lanciato alcuni strali su alcuni personaggi che si sono mostrati addolorati per la sua scomparsa, ma che negli anni precedenti non hanno lesinato parole non certo concilianti verso di lei. Anche in Rai, adesso, sono tutti addolorati e le lacrime agli occhi sono buone per fotografi e flash, quando non proprio era vista bene proprio da tutti… Per riempire le pagine dei giornali, insomma, si è dato spazio un po’ a tutti, anche a chi davvero non c’entrava nulla con la sua realtà. Crediamo, insomma, che Raffaella andasse rispettata di più, dedicandole sùbito due giorni di lutto nazionale. Concentrando il dolore in 48 ore. E stop. Siamo certi che anche lei avrebbe gradito, del tipo “non piangete troppo per me”. Lo spettacolo deve continuare.