Gente d'Italia

Tontitown sta già preparando il suo “Grape Festival”: 35.000 uova, 1.500 chili di pasta per ritrovare le radici

Tutti gli anni, dal 1898, si svolge la festa, nata come ringraziamento per il raccolto dell'uva: oggi attira migliaia di persone anche da altri stati. I primi furono le 40 famiglie di emigranti portate da un prete, Pietro Bandini, che crearono la cittadina dandole il nome di un esploratore: Henri De Tonti.
di SANDRA ECHENIQUE
L'appuntamento a Tontitown, cittadina di quasi 4.500 abitanti, è per il 3 agosto: da quel martedì, fino al sabato seguente, il 7, quel piccolo punto dell'Arkansas diventerà grande come non mai per la 122ª edizione del 'Grape Festival', che poi, è per dirla in italiano, è la festa dell'uva. Una tradizione tipica nostrana: festa del vino, sagra del vino, oppure dell'uva, la tradizione rurale che prende il sopravvento, che vuole ricordare il passato dimostrando poi che può anche essere il futuro. Ma la 'Grape Festival' di Tontitown rappresenta se possibile, anche qualche cosa di più. Ricorda infatti la prima volta, era il 1898, quando le famiglie italiane che su quella terra erano appena arrivate, portate dal prete missionario romagnolo Pietro Bandini, organizzarono un pranzo per celebrare il primo raccolto: canti, balli e cibo, quel poco che c'era, nel bosco, poi le preghiere . E quel pasto nel tempo si è moltiplicato. Quanto? Quest'anno, ma non è certo la prima volta, i volontari si sono già messi al lavoro per preparare la pasta fatta in casa. "Ci vogliono un paio di settimane per fare tutto - ha spiegato Ryan Pianalto, co-presidente del Tontitown Grape Festival - quindi si deve cominciare con un certo anticipo anche perchè poi ci si prende una settimana di pausa prima dell'inizio del Festival, vogliamo che tutti si riposino prima di ricominciare il lavoro. Ti fa sentire bene, davvero bene e la comunità ecclesiale si riunisce, tutti assieme, come sempre".
E alla fine delle due settimane di lavoro, che vuol dire impastare, verranno preparati circa 1500 chili di pasta, utilizzando circa 2500 uova al giorno che in totale ne fanno 35.000. Il Festival ogni anno attira migliaia di persone, da tutto l'Arkansas, ma anche dagli stati limitrofi. È un appuntamento unico: si mangia, si balla, si canta ci si diverte. Parcheggio gratuito, come l'ingresso e l'intrattenimento. Si pesta l'uva, come una volta, si assaggiano gli spaghetti come da tradizione, viene eletta anche la reginetta della festa, Queen Concordia. Tutto si ripete ogni anno nel segno, nel ricordo di quelle 40 famiglie che arrivarono, dopo mille sacrifici, condotte da un sacerdote, Pietro Bandini: la famiglia di Giovanni Battista Bariola fu la prima a seguire il prete romagnolo, poi le altre, poi il missionario fu nominato parroco e l'insediamento chiamato Tontitown, in onore di Henri De Tonti, luogotenente dell'esploratore francese La Salle che aveva stabilito la prima colonia bianca dell'Arkansas. Una storia che già nel 1971 portò la CBS a fermarsi a Tontitown per un documentario sul Grape Festival, le origini e sulla storia, unica, della cittadina creata dagli emigranti italiani e che nel tempo aveva mantenuto le proprie tradizioni.
C'è ancora oggi l'orgoglio per le proprie origini italiane, la maggior parte dei primi emigranti proveniva da Genova e dalla Liguria, c'è la chiesa di St. Joseph (così chiamata, dice la leggenda, perchè quando la prima chiese andò a fuoco, si salvò solo un ritratto di San Giuseppe) che nel 1994 è stata costruita più grande, poi la statua in bronzo dedicata agli emigranti e a Padre Bandini, un nuovo municipio nel 2018 e per non dimenticare mai, anche un bel campo da bocce nel bellissimo parco della città. Perchè qui gli italo-americani sono più orgogliosi delle loro radici che da qualsiasi altra parte degli Stati Uniti anche perchè in oltre un secolo hanno superato tutte le avversità sempre uniti, con sempre intatta la speranza di un futuro più prospero, un insegnamento che risale al 1898. Non importa se negli anni '40 le cantine vinicole furono chiuse, i vigneti sono sempre meno, l'italiano non è più la lingua 'ufficiale' e anche le suore cattoliche se ne sono andate. "Tontitown - raccontano gli abitanti - è un posto unico, non ce ne sono molti altri come questo nel mondo". Gli immobili originali della città infatti, per la maggior parte, sono ancora di proprietà dei discendenti dei primi emigranti e quasi tutti gli abitanti nel loro albero genealogico hanno un italiano, come del resto i nomi delle strade da Sbanotto Avenue a Mantegani Road. Senza dimenticare che Tontitown è considerata come il più antico insediamento italiano degli Stati Uniti con la maggior parte delle famiglie originarie che dopo quattro, cinque generazioni sono ancora lì. "E i giovani - sottolineano a Tontitown- stanno ritrovando un grande interesse per la nostra, la loro storia: vogliono preservare che che fecero i loro nonni e bisnonni.
ROMAGNOLO, UNA VITA DEDICATA AGLI EMIGRANTI
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Pietro Bandini: prete missionario fondò la città e ne fu poi sindaco

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Era romagnolo Pietro Bandini, nato a Forlì il 31 marzo 1852. Famiglia agiata, ma subito la vocazione e il suo noviziato lo trascorse tra il Principato di Monaco e la Francia. Poi il 30 settembre 1877 fu ordinato sacerdote a Bertinoro, splendida cittadina sulle colline, non lontano da Forlì. Aveva trent'anni, era il 1882, quando, gesuita, fu inviato alla missione delle Montagne Rocciose, negli Stati Uniti. Imparò l'inglese, ma anche le lingue dei nativi americani. Nove anni negli USA, il rientro in Italia, ma subito dopo una nuova partenza, questa volta destinato ad assistere gli emigranti italiani a New York: ispiratore dell'Italian St. Raphael Society, la Società di San Raffaele, organizzazione cattolica che operò tra il 1891 e il 1923: aiutò, trovando loro alloggio e lavoro, oltre 20.000 connazionali. Don Bandini non era soddisfatto e il suo pensiero corse verso un'altra idea, quella di creare una colonia agricola dove gli emigranti italiani avrebbero potuto mettere in pratica le loro esperienze di contadini. Così lasciò New York per l'Arkansas con un gruppo di connazionali, un centinaio di famiglie che si insediarono a Sunnyside per lavorare nei campi di cotone. Malattie, in particolare la malaria, le condizioni climatiche e quelle imposte dai proprietari terrieri, decimarono il piccolo gruppo (appena 40 le famiglie sopravvissute) ma non la volontà di Pietro Bandini. "Voi siete il mio gregge - disse - ed io che sono il pastore che vi è stato inviato dalla volontà di Dio vi guiderò all'ovile". E così fece portando la sua gente nel 1898 in una zona più temperata dell'Arkansas, acquistò della terra e fondò il nuovo insediamento al quale fu dato il nome di Tontitown, in memoria di Enrico (Henri) De Tonti. Bandini tornò in Italia per ricevere un premio all'Esposizione di Torino nel 1911, essere ricevuto da Papa Pio X e dalla Regina Margherita di Savoia. Tornò nell'Arkansas dove morì il 2 gennaio 1917 a Little Rock ma fu sepolto nella sua Tontitown. Ma nel 1909 era stato nominato anche sindaco di Tontitown: primo esempio di un sacerdote cattolico negli States con questa carica civile.
ALLA FINE DEL '600 PARTECIPÒ ALLE SPEDIZIONI DI LA SALLE
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Henri De Tonti, nato a Gaeta, si rifugiò in Francia e poi esplorò il Mississippi
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Si chiamava Enrico, poi trasformatosi in Henri quando, in tenera età, con la famiglia fu costretto a lasciare Gaeta, dove era nato nel 1646, per rifugiarsi in Francia. Enrico 'Henri' De Tonti era figlio di Lorenzo, governatore di Gaeta, poi coinvolto nella celeberrima rivolta guidata da Masaniello. Henri aveva solo 22 anni quando, nel 1668, si unì all'esercito francese, poi durante le 'guerre siciliane' perse una mano, rimpiazzata poi da un uncino e da quel momento lo chiamarono 'Mano di ferro'. In seguito alla menomazione si dedicò all'espansione coloniale francese nel Nord America partecipando poi a tutte le spedizioni dell'esploratore René Robert Cavelier de La Salle, la più celebre, 1682, il viaggio lungo il Mississippi da Chicago fino al Golfo del Messico. Contribuì alla scoperta di diversi stati, tra i quali anche l'Arkansas. Combattè contro gli inglesi nel 1687 poi fu inviato come ambasciatore nei territori dei nativi Choctaw e Chickasaw, ma nel 1704, contratta la febbre gialla, morì a Mobile, in Alabama. Henri era fratello di Pierre Alphonse De Tonti, che fu un ufficiale dell'esercito francese e tra i fondatori di Detroit. E quasi un secolo dopo la sua morte, per celebrarlo, ecco il nome di Tontitown, prima un insediamento, oggi cittadina dell'Arkansas.
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