Mario Draghi (foto Depositphotos)

Superlega: si o no? Nascerà o vincerà la Uefa che vuole difendere il prestigio ( e il business ) della Champions e non ammette alternative di sorta? Sotto traccia le manovre continuano. Anzi si infittiscono. Sull’asse Madrid-Nyon-Lussemburgo. Cioè il giudice di Madrid (Manuel Ruiz de Lara), il presidente Uefa Aleksander Ceferin e la Corte di Giustizia Ue.

Madrid spinge, dice che la Superlega si può fare,  che la posizioni Uefa costituiscono un monopolio dominante sul mercato contrario  alla libera concorrenza  europea. L’avvocato Ceferin  sostiene che la nascita di una Superlega è di fatto un golpe, che ne va del futuro dello sport, che si andrebbe verso il modello americano della NBA. Inaccettabile. La Corte lussemburghese deve decidere.

Una bella rogna. Che coinvolge governi,  club potenti, il popolo dei tifosi. Di qui la tendenza a frenare, scaricare la patata bollente sui governi che entro ottobre dovranno consegnare le loro osservazioni. 

Ricapitoliamo. Il 18 aprile, poco dopo la mezzanotte, il clamoroso annuncio da Madrid: nascerà una Superlega con 12 club fondatori. Sei inglesi ( Arsenal, Chelsea, City, Liverpool, Manchester Utrecht, Tottenham ), 3  spagnoli ( Atletico, Barcellona, Real Madrid ) e 3 italiani ( Milan, Inter, Juve ). Il 19 aprile scatta, durissima e minacciosa, la reazione Uefa. Si accodano i tifosi. È un terremoto. Il giorno dopo il progetto naufraga. Nove club fanno un passo indietro. Resistono Juve, Real, Barcellona. Ceferin toglie  il saluto ad Agnelli. Florentino Perez, presidente del Real e promotore della Superlega,  non molla. Volano gli stracci. Si muovono i più grandi studi legali.

Il Giro d’affari è notevole. Ai club fondatori sarebbero stati garantiti  3,5 miliardi a fondo perduto. Ogni squadra incasserebbe tra i 100 e i 350 milioni. Mica bruscolini. Di questi tempi, poi!  Un sito belgo-americano, il “Politico”, molto vicino alle questioni Ue, ha sparato una data: 18 ottobre. Data ultima per consegnare le osservazioni dei governi.

Ma la posizione di Draghi e Macron è nota. Sono contrari alla Superlega: gli Stati  sostengono la specificità dello sport rispetto ai principi di libera concorrenza del Trattato. Tenuto conto dei tempi biblici della Corte lussemburghese, ben che vada si pronuncerà fra un anno. Se si pronuncerà.  

Archiviate le Olimpiadi si saprà dove gira il vento. Prepariamoci ad un agosto bollente. I presidentissimi sono già al lavoro. Ed è gente che  non ama perdere.