Depositphotos

Conto alla rovescia concluso. A partire da oggi, venerdì 6 agosto, entra in vigore il decreto che rende obbligatorio il possesso del “green pass” per poter svolgere tutta una serie di attività, tra le quali recarsi al bar, al ristorante, al pub, nelle gelaterie e pasticcerie al chiuso e sedersi al tavolo (non sarà necessario per chi consumerà all’aperto o al bancone); ma anche per andare in palestra o in piscina, al teatro o al museo, oppure partecipare ad eventi sportivi e culturali (ad esempio spettacoli). Per ottenere lo speciale “lasciapassare”, bisognerà aver ultimato il ciclo vaccinale oppure essere in possesso di un certificato di guarigione dal Covid (nei precedenti sei mesi) o, ancora, effettuare un tampone – con esito negativo – nelle ultime 48 ore. Per rendere meno onerosa quest’ultima opzione, il governo ha promosso un protocollo d’intesa tra il Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, le strutture sanitarie e le farmacie per assicurare la somministrazione dei test a prezzo di costo almeno fino al prossimo 30 settembre. Il “passi” dovrà essere mostrato da tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni, con la sola eccezione dei “soggetti che hanno idonea certificazione medica”, per i quali è prevista l’esenzione. Nella seduta di ieri, a palazzo Chigi, subito dopo la riunione della cabina di regia del governo, il Consiglio dei ministri ha deciso di rendere il certificato verde obbligatorio per il personale della scuola e gli studenti universitari. Niente green pass, invece, per i clienti degli hotel che vogliano accedere a bar e ristoranti nelle strutture in cui soggiornano. Slitta invece al 1 settembre l’obbligo per i trasporti, così da consentire l’organizzazione dei controlli. Il “passi verde” servirà su treni, bus e traghetti a lunga percorrenza (extraregionali), ma non per i mezzi che viaggiano all’interno della stessa regione. Anche gli italiani residenti e vaccinati (con sieri riconosciuti dall’Aifa) o guariti all’estero (area extra Schengen), potranno richiedere il certificato. In una circolare, diramata dal Ministero della Salute, è stato, infatti, stabilito che toccherà alle Asl territoriali validare il certificato vaccinale o quello di guarigione rilasciati dall’Autorità sanitaria estera e registrarli sul sistema Tessera sanitaria per consentire, così, l’emissione del green pass. Ancora, in caso di violazione, si rischiano multe fino a 400 euro. Per gli esercenti “dopo due violazioni commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura” del locale “da uno a dieci giorni”. Oltre alle forze dell’ordine, dovranno procedere al controllo tutti i titolari o i gestori dei servizi e delle attività in cui il green pass è obbligatorio. L’operazione avverrà tramite l’utilizzo della app nazionale “VerificaC19” che funziona anche senza internet. I controllori potranno anche richiedere l’esibizione di un documento di identità, per controllare la corrispondenza dei dati anagrafici mostrati dall’applicazione.