Matteo Salvini (foto depositphotos)

di Lucio Fero

Seri e responsabili, soprattutto seri e responsabili. Ma più o meno regolarmente un pattuglione di parlamentari ed esponenti leghisti questo proprio no, seri e responsabili proprio non gliela fanno. Per inseguire voti e consenso? Forse, chissà, neanche. Non gliela fanno perché non è nella loro natura, nella loro testa, nella loro anima e coscienza.

Favoriti dall’ambiente in cui operano (la politica tutta ristretta a sceneggiata e propaganda) i membri del pattuglione leghista spesso e soprattutto volentieri dicono e mettono prima l’identità e poi la serietà. E l’identità del pattuglione leghista, non di tutta la Lega, è l’identità del No. No allo Stato, No alla Ue, No a frontiere economiche aperte…

Vien loro naturale declinare il No primigenio e fondante (c’era e cova anche il No euro) in un No al Green Pass. Come No era stato in origine alla mascherina, al lockdown, alle restrizioni da Zona Rossa o Arancione. E’ un istinto, una urgenza, una incontinenza: un No al governo che al pattuglione viene dal cuore, cuore che dimentica, trascura che al governo ci sono loro. Cuore che soffre e protesta la sua sofferenza per dover reprimere il sentimento che sgorga, quello del No.

In un Parlamento dove, a turno, tutte le forze politiche si sentono combattive e fiere dell’organizzare ripetitivi e grotteschi teatrini (i parlamentari che innalzano cartelli e giocano a guardie e ladri con i Commessi che devono per regolamento togliere loro i cartelli), in un Parlamento dove l’infantilismo solo con molta gentilezza può essere adornato dell’aggettivo politico, in un Parlamento così è normale che in Commissione si giochi.

Si gioca a fare gli intransigenti. Si gioca a fare i ribelli. Si gioca a fare i tosti e duri. Si gioca, tanto…Tanto si finisce sui giornali e in tv ma non si fa vera onda, si increspa l’acqua. In Commissione si può essere liberamente irresponsabili e poco seri. E quindi il pattuglione leghista (quelli che in Commissione siedono) ha giocato alla grande.

Ecco il gioco: votiamo per l’abolizione del Green Pass il giorno in cui il Green Pass diventa operativo e vigente su treni, aerei, navi, nelle scuole…Votiamo per l’abolizione del Green Pass in Commissione, quel Green Pass che i nostri ministri hanno approvato in Consiglio dei ministri. Tanto in Commissione si gioca e non succede nulla poi, facciamo teatro e sberleffo a chi con noi non sta e peste lo colga. Fanno, hanno fatto così per i voti del No Vax-No Pass?

No, hanno fatto e fanno così perché sono fatti così, è nella loro identità. Giorni fa gli stessi più o meno erano in piazza con i No Pass-No Vax. Tutta la Lega è così? Tutt’altro. Ma nella Lega c’è una natura anti istituzionale da cui la Lega non può prescindere e separarsi perché sono geni del suo Dna. Nessuna partecipazione governativa, nessuno stare o addirittura essere governo muterà questi geni.

“Non tutti hanno 24 mila euro nella cuccia”. Lo ha detto Salvini a proposito di Green Pass e tamponi e replicando, secondo Salvini stesso a muso duro, a Letta che chiedeva pesante conto del voto leghista anti Green Pass in Commissione. Che c’entra? Quale cuccia? Cosa ha evocato Salvini? L’argomento di Salvini è: lo Stato deve pagare il tampone gratis a tutti perché non tutti trovano, come due esponenti del Pd, 24 mila euro nella cuccia del cane.

Sono dei link logici disperati. Salvini non può dire abolire il Green Pass dopo averlo votato e comunque Salvini chiedesse l’abolizione del Green Pass smonterebbe letteralmente la salute pubblica, quella sanitaria e quella politica e istituzionale e anche la credibilità internazionale italiana. Ma deve Salvini dare soddisfazione al gene anti istituzionale leghista e quindi adotta la tecnica infantil-prepotente del dispetto: se ci deve essere Green Pass tu Stato mi devi pagare il tampone per accedere al Green Pass.

La via maestra per il Green Pass, il vaccinarsi, sì ma anche no. Comunque il punto è la ripicca: tampone gratis. Tampone gratis come compensazione al Green Pass, come questo fosse una multa, una tassa. E la Lega, di fronte a una multa o tassa, chiede compensazione e sconto. Altro schema interpretativo e operativo la Lega raramente elabora, quello della tassa da limare o compensare è il suo classico. Ma ci vuole una battuta a tener insieme questa logica, ed arriva una battuta. Che vuole essere feroce e invece è disperata.

“Tamponi gratis perché non tutti hanno 24 mila euro nella cuccia”. Allusione e messaggio: quelli di sinistra sono pieni di soldi nelle loro ville e per questo vi vogliono far pagare i tamponi e poi da dove gli vengono questi soldi che…trovano nella cuccia del cane! E’ un Salvini davvero alla frutta per dover ricorrere, per scegliere di ricorrere agli euro nella cuccia del cane di quelli a Capalbio per tenere insieme il No di cuore e d’istinto del pattuglione leghista a Green Pass e governo al sì di ragione, serietà, responsabilità e sopravvivenza ad entrambi. Nello sforzo disperato di tenere insieme i due capi del tessuto che si strappa, a Salvini sfugge una battuta disperata, arrampicata, sbilenca e in fondo trista.

Fuori dal mondo ha detto sempre Salvini a Letta che diceva “intollerabile” il voto leghista in Commissione. Spesso Letta leader Pd appare infatti fuori dal mondo reale. Stavolta però Salvini, il mondo reale di Salvini è quello dove c’è un governo (in verità tutti i governi del mondo) che con misure tipo Green Pass e vaccini tengono in piedi economia, redditi, lavoro e dove in contemporanea si deve dare soddisfazione e spazio a chi boicotta quelle misure.

Per la cronaca: a votare per l’abolizione del Green Pass, oltre ai leghisti in Commissione, Fratelli d’Italia e i parlamentari che furono di M5S originario, quello già ospitale per il No Vax. già prima del Covid. Natura e istinto anti Stato li fa, talvolta Commissione parlamentare li accoppia.