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LE INCHIESTE DI GENTE D'ITALIA: I PARLAMENTARI ESTERO

Ecco un breve resoconto  dell’attività parlamentare a tre anni dalle elezioni: cosa è stato prodotto da deputati e senatori, quali gli incarichi all’interno delle Commissioni ed anche eventuali “cambi di casacca”, e soprattutto quanto tempo hanno speso sugli scranni del Parlamento

 

di Giovanna Chiarilli

Ancora un altro “profilo” di un parlamentare della circoscrizione Estero, grazie all’indagine avviata da La Gente d’Italia per fare il punto sull’attività degli eletti dai cittadini italiani residenti nel mondo. Dopo i 12 deputati presenti alla Camera, conosciamo cosa hanno prodotto in questi anni i 6 Senatori, quali gli incarichi all’interno delle Commissioni, e anche eventuali “cambi di casacca”, grazie alle informazioni che compaiono su www.senato.it. Difficile riuscire a citare ogni incontro con la comunità, ogni comunicato stampa, le notizie affidate ai social, gli interventi in Aula o in Commissione, ma almeno cercheremo di capire quali proposte legislative e atti hanno presentato e, soprattutto, quanto tempo hanno speso sugli ambitissimi scranni del Parlamento per far sentire la voce dei loro elettori. E, come abbiamo già scritto, se per errore non verrà citato un risultato importante per la comunità all’estero, queste pagine sono a disposizione per ogni eventuale rettifica.

Sen. Francesco Giacobbe

Già eletto nelle elezioni del 2013 (ripartizione Africa, Asia, Oceania, Antartide), anche in questa legislatura Francesco Giacobbe (Catania, 1958), è stato riconfermato Senatore nelle liste del PD e fa parte dell’omonimo Gruppo. È Segretario della Commissione Industria, commercio, turismo; fino allo scorso anno ha fatto parte della Commissione Affari Esteri, emigrazione.

Come primo firmatario ha presentato le proposte “Riapertura del termine per il riacquisto della cittadinanza italiana”; “Modifica all’articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, in materia di verifica delle prestazioni pensionistiche dei pensionati residenti all’estero, e disposizioni relative ai trattamenti indebitamente percepiti”; “Disposizioni in materia di assistenza sanitaria per i cittadini italiani residenti all’estero”; “Istituzione di una Commissione parlamentare sull’emigrazione italiana nel mondo” e “Legge di riforma dei Comitati degli Italiani all’Estero”.

Numerosi e su diverse questioni i ddl presentati come cofirmatario. È intervenuto in Assemblea e nelle varie Commissioni su ratifiche in materia di Accordi e Trattati tra l’Italia ed altri Paesi. Come primo firmatario, ha presentato una mozione sull’“Istituzione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero” (2018) e diverse interrogazioni e interpellanze, appoggiandone altre come cofirmatario.

Ricordiamo l’interrogazione a risposta orale dello scorso maggio indirizzata al Presidente del Consiglio e al Ministro dello sviluppo economico, presentata insieme ad altri parlamentari, in merito alla ben nota vicenda del mancato rinnovo dei diritti per il Campionato di serie A da parte della Rai e della conseguente cancellazione del programma La Giostra del Gol trasmessa da Rai Italia. Tra i passaggi più significativi, riportiamo: “il presente e il futuro del rapporto dell’Italia con le sue collettività nel mondo passano dall’investimento in lingua e cultura, una scelta che dovrebbe vedere la RAI sulla stessa lunghezza d’onda, potenziando l’investimento e il palinsesto destinato ai nostri connazionali all’estero attraverso Rai Italia; la tradizione calcistica italiana fa parte della cultura nazionale italiana e la decisione di chiudere il programma calcistico potrebbe rappresentare non solamente una decurtazione del palinsesto televisivo, ma una sorta di recisione del legame con la terra d’origine”.

Ha partecipato a diverse audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo. Nel corso dell’audizione con la Presidente dell’UNAIE Ilaria Del Bianco (26 novembre 2019), il Sen. Giacobbe ha ricordato, a proposito di “esigenze”, che gli iscritti all’AIRE non possono usufruire del sistema sanitario nazionale, per questo ha presentato un disegno di legge in merito anche per “ribaltare il modo di concepire la politica generale nei confronti dei concittadini che vivono fuori dall’Italia”. In sintesi, nonostante sia un ritornello che si ripete da anni, è doveroso pensare alla presenza italiana all’estero come risorsa, “un investimento capace, in particolare in un momento di crisi economica, di fare da moltiplicatore del sistema produttivo, soprattutto a livello microeconomico”.

Lo scorso 17 maggio ha ricordato la firma, da parte del Presidente Draghi, del DPCM per la ripartizione del Fondo per la promozione della Cultura e della Lingua Italiana. “Dopo l’approvazione nell’ultima legge di Bilancio del rifinanziamento del Fondo per la lingua e cultura oggi abbiamo la sua ripartizione. La dotazione finanziaria del Fondo è pari a 32 milioni di euro per l’anno 2021, 47 milioni di euro per il 2022 e 51 milioni di euro per il 2023 e anni successivi. Il Fondo, istituito nel 2016 dal Governo del Partito Democratico nel triennio 2017 – 2019, aveva potuto contare su uno stanziamento di 150 milioni di euro “ma è con grande impegno – ha affermato il Senatore - che siamo riusciti a ripristinare innanzitutto il Fondo per i prossimi anni e con una dotazione che ci permette di essere, data la situazione, soddisfatti”.

Tra i suoi ultimi interventi sulla stampa, il resoconto della lettera inviata al Ministro Di Maio, sollecitata dai connazionali in Tunisia (9 luglio 2021): “Il peggioramento della situazione epidemiologica, l’aumento del tasso di contagi da variante Delta e l’annuncio del Ministero della Salute tunisino del crollo del sistema sanitario, sono fatti gravi che colpiscono anche la comunità italiana. Ad aggravare la condizione ospedaliera è soprattutto la mancanza di infrastrutture sanitarie, in particolare di strumenti per la ventilazione assistita”. A conclusione della lettera, il Sen. Giacobbe ha sollecitato l’attivazione, da parte della Farnesina, di ogni iniziativa utile ad affrontare la situazione.

In merito all’approvazione della Bicamerale per gli italiani all’estero da parte della Camera, in un comunicato del 5 agosto scorso, ha auspicato che al più presto anche il Senato possa approvare il testo relativo all’equivalente Comitato operativo nelle passate legislature. “Spero che questi anni siano serviti ai colleghi del M5S e della Lega per maturare una scelta diversa rispetto all’allora bocciatura in Senato della costituzione del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero”.

In merito alle elezioni dei Comites, il Sen. Gacobbe, come il CGIE va ripetendo da tempo (ricordiamo l’appello del Segretario generale, Michele Schiavone, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’ultima presa di posizione in occasione della conferenza stampa del 1 settembre scorso), ha posto l’accento sulla necessità di rinviare l’appuntamento elettorale considerato che “la situazione pandemica nel resto del mondo e soprattutto in alcuni Paesi non è ancora migliorata. In Australia, ad esempio, ad oggi bastano pochi casi di Covid per attivare un lockdown generalizzato e questo blocca tutto, anche i sistemi di spedizione. Dobbiamo approfittare del tempo che ci viene dato per discutere di una riforma seria e attualizzata, moderna e che sia capace di rispondere alle nuove esigenze dell’emigrazione e delle nostre Comunità”. Altro aspetto su cui si è soffermato, la discussa “inversione di opzione” chiedendo che venga eliminata: “Se così non sarà a votare saranno in pochissimi e all’indomani delle elezioni ci troveremo a discutere sul perché dell’esistenza degli stessi Comites e della loro rappresentanza territoriale”.

A proposito dei Comites, come già ricordato, lo scorso aprile ha presentato una proposta di riforma: “Nel mondo politico italiano – ha affermato il Senatore in riferimento a questa proposta - è diffuso il pensiero che gli organismi di rappresentanza locale degli italiani nel mondo, alla luce della presenza nel Parlamento di deputati e senatori eletti all’estero, siano ormai superati o addirittura inutili; a mio parere è vero il contrario, ancora di più oggi alla luce anche della nuova riforma costituzionale e la conseguente riduzione della rappresentanza parlamentare all’estero. I Comites sono ancora più importanti perché fonte diretta di dialogo e di contatto con la comunità italiana residente all’estero”. Il provvedimento, frutto anche del contributo del Pd Mondo, prevede una modifica profonda delle funzioni dei Comites e l’elezione da parte di tutti i cittadini italiani residenti all’estero. Il loro compito principale sarà quello di rappresentare alle istituzioni italiane un quadro generale dei bisogni e delle richieste dei connazionali all’estero. “Con la presentazione di questo disegno di legge voglio esprimere un profondo riconoscimento alle centinaia di persone che in quanto membri dei Comites svolgono un lavoro inestimabile per le comunità italiane all’estero. Un impegno profuso nel loro tempo libero, a titolo volontario, svolto con profonda dedizione e convinzione”.

Tra le sue ultime missioni, quella a Brisbane dove ha incontrato esponenti della Camera di Commercio, giovani imprenditori, membri del Comites e il Ministro del Turismo del Queensland. Non poteva mancare l’incontro con la comunità organizzato dalla Presidente del Comites, Mariangela Stagnitti, in cui si è parlato del turismo delle radici: “Mi piace immaginare come in un futuro non troppo lontano, i nostri anziani accompagnati dai loro nipoti possano viaggiare insieme alla scoperta dei luoghi di origine facendo scoprire i territori meravigliosi dell’Italia”.

Secondo i dati di Openparlamento aggiornati al 30 agosto, il Sen. Francesco Giacobbe è stato presente in Aula 2.752 volte su 6.825 (40.32%). Le presenze si riferiscono alle votazioni elettroniche mentre le assenze ai casi di “non partecipazione al voto”, sia quando il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione), sia quando è presente ma non partecipa al voto. Per quanto riguarda il Sen. Giacobbe, le assenze sono state 590 (8.64%) e 3.483 le missioni (51.03%). 20 i voti “ribelli”.