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Mancava l'ufficialità, ma è arrivata anch'essa: via libera della commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla terza dose per la vaccinazione anti-Covid. La priorità sarà data, in una prima fase, a soggetti immunodepressi, trapiantati, grandi anziani, ospiti delle Rsa e sanitari a maggiore rischio. Le tempistiche prevederanno la somministrazione dopo 6 mesi dalla seconda dose per tutti i soggetti over 16 sopra elencati, fatta eccezione per gli immunodepressi e i trapiantati che invece dovranno ricevere il terzo richiamo dopo almeno 28 giorni dalla seconda iniezione. Secondo le indicazioni dell’Agenzia i vaccini da utilizzare per il nuovo richiamo dovranno essere quelli a mRna e quindi Pfizer e Moderna. Il responsabile della strategia sui vaccini dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), Marco Cavaleri, ha precisato che le autorità nazionali “possono procedere in ogni caso con piani per somministrare dosi addizionali di vaccino, prima di una decisione da parte del regolatore”. L’Italia, secondo il commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, risponde presente: “Per la terza dose siamo pronti: le dosi ci sono e ne abbiamo abbastanza per fronteggiare la terza dose. A livello tecnico ci stiamo già adoperando. Stiamo mettendo gli ultimi dettagli sui sistemi informatici e poi daremo le indicazioni alle Regioni e alle Province autonomi e partiamo. Stiamo aspettando ovviamente la circolare che emanerà la Direzione generale della prevenzione del ministero della Salute, a seguito dell'indicazioni del comitato tecnico scientifico”. Per il ministro della Salute Roberto Speranza “bisogna affermarlo con franchezza: l'alternativa ai vaccini sono nuove chiusure e questa è un'eventualità che va assolutamente scongiurata".