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Caro Direttore, 

Se pensiamo che, negli ultimi 14 mesi, Amazon ha ingaggiato circa 150.000 nuovi dipendenti e che a tutti ha elevato lo stipendio, non è difficile capire come, dall’esplosione della pandemia, c’é stata un’altra grande esplosione: l’e-commerce. L’Italia non si è salvata da questo fenomeno gigantesco destinato a diventare, sempre di più, un’abitudine quotidiana, in tutti i settori.

Il commercio elettronico è sempre più al centro delle nostre vite e sta cambiando il modo di acquistare e di vendere. Essere presenti online è fondamentale per i retailer delle aziende di ogni genere, siano ditte tradizionali o Dot.Com. figlie naturali della web.  Si parla dei denominati “trend e-commerce” a livello nazionale e internazionale con una particolare concentrazione sul Covid-19. I principali settori merceologici dell’acquisto on-line,  ma anche quegli aspetti che fanno la differenza nella gestione di un sito web per la vendita, come i pagamenti, la logistica o la Customer Experience sono il vero "termometro" per misurare il successo di un negozio come questo.

L’Osservatorio eCommerce B2c, da più di 20 anni studia il fenomeno del commercio elettronico in Italia sotto il punto di vista dell’offerta e domanda. La domanda risponde al valore degli acquisti online di tutti i consumatori d’Italia che possono avvenire su siti italiani o stranieri.

L’offerta corrisponde alle vendite online  degli e-Commerce italiani che possono operare con consumatori italiani o stranieri.

Quando parliamo di e-commerce o commercio elettronico ci riferiamo alla compravendita di prodotti e servizi attraverso il canale informatico. In base alla natura dei soggetti coinvolti è poi possibile distinguere diverse declinazioni del concetto di e-commerce:

  • Business to Business (B2b) quando la relazione è tra due imprese (una fornitrice e una acquirente);
  • Business to Consumer (B2c) quando la relazione è tra un’impresa fornitrice e un consumatore finale. All’interno della definizione di e-commerce B2c ci si riferisce alle vendite di prodotti fisici (ad esempio grocery, abbigliamento, libri, prodotti informatici) e servizi fruibili offline (il mondo delle assicurazioni e dei viaggi). Il significato di e-commerce va oltre questa definizione. Il canale online offre alle imprese le opportunità di fare affari fino a poto tempo fa inimmaginabili

Grazie al digitale cade ogni barriera geografica e temporale e anche le piccole realtà possono oggi espandere il proprio raggio d’azione a livello nazionale o internazionale con conseguenze molto positive per il fatturato. Si affinano nuove tecnologie e percorsi d’acquisto e vendita e l’e-commerce diventa un fortissimo strumento di marketing, ma anche il canale ideale per dare informazioni su prodotti/servizi sempre più ricche e complete e rafforzare il rapporto fra l’azienda e il consumatore.

L’impatto digitale sul commercio di beni e servizi é sempre più importante e le statistiche sull’e-commerce in Italia lo confermano. 

Cosa accade nel nostro Paese? I numeri suggeriscono che siamo in ritardo rispetto ai principali mercati stranieri dove raggiunge penetrazioni da due a quattro volte superiori. Ma la crescita è innegabile, "merito" anche del periodo di lockdown e di emergenza sanitaria che ha stimolato il ricorso al commercio elettronico come mai era successo prima. Cosa acquistano esattamente gli italiani sul web? Piú prodotti che servizi, il che non è un dettaglio,  visto che ormai, da molti anni, gli acquisti online di prodotti hanno raggiunto e superato quelli di servizi, per via di un ritmo di crescita quattro volte superiore. Tra i prodotti, i principali comparti sono:  Informatica ed Elettronica, Abbigliamento, Arredamento e Homeliving, Editoria e Food & Grocery, ma anche anche Ricambi Auto, Beauty e Giocattoli, comparti emergenti e di grande prospettiva. 

Nei servizi, il Turismo fa la parte da leone assieme ai trasporti. Si tratta del settore merceologico più maturo e più grande dell’e-commerce in Italia, trainato dalla prenotazione di biglietti aerei/ferroviari e pernottamenti. Questo settore è cresciuto negli ultimi anni anche se, ovviamente, si è rallentato nel 2020 per il Covid-19. Le Assicurazioni si trovano al secondo posto nella classifica dei servizi.  

Durante il lockdown, l’e-commerce è stato il principale motore per la generazione dei consumi, ad ogni livello, rendendo piú debole la crisi del settore Retail. Da un lato la chiusura delle frontiere, le forti limitazioni alla mobilità e il divieto all’assembramento hanno colpito molto i servizi (Turismo e trasporti e Ticketing). Per queste ragioni gli acquisti online, in Italia, come del resto in tutto il mondo, sono stati favoriti e in certi casi, alcune ditte sono arrivate a quadruplicare il proprio fatturatoSi è quindi passato da una situazione di emergenza estrema a un nuovo stile di business con servizi e modelli di delivery destinati a restare nel tempo e diventare un’abitudine dei consumatori. È il caso del contatless delivery, dei locker e del Click and Collect. La mancata possibilità di vivere esperienze in-store, inoltre rappresenta terreno fertile per l’affermazione di un nuovo trend delle vendite e acquisti online denominato “live streaming commerce” che porta online l’esperienza del negozio fisico, coinvolgendo e fidelizzando i consumatori.

STEFANO CASINI