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di Enrico Pirondini

Città al voto il 3-4 ottobre, ultimo sondaggio: Centrodestra primo ma perderà. Lo ha certificato Noto con una rilevazione choc per " Porta a porta" di Bruno Vespa.

Risultato dato per certo almeno per le cinque grandi città. Cioè: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna. In queste città sono indovinati i candidati di centro sinistra; apprezzati molto di meno quelli del Centrodestra perché personaggi discutibili o giudicati imbarazzanti.

Così hanno detto gli intervistati nei tre giorni di realizzazione del sondaggio (mille in Italia e mille ogni città, 89% di rispondenti intercettati tra il 12 e il 15 settembre).

Nelle città medio-piccole Noto rileva che le cose potrebbero andare diversamente. Insomma, tranne che a Trieste, dove si candida il sindaco uscente Di Piazza, il centrodestra rischia addirittura il " cappotto ".

Peraltro – e qui sta il paradosso grande come una casa – in un panorama nazionale che vede il Centrodestra in netto vantaggio sugli altri:

Fratelli d'Italia è il primo partito del Paese col 20%, la Lega seconda ma in discesa di tre punti. Forza Italia stabile al 7%. Azione di Carlo Calenda – già vice ministro nei governi Letta e Renzi, ministro con Gentiloni – è sempre al 2,5%.

Fanno un passettino avanti Pd (+ 0.5-%) che si assesta al 18,5% e Italia viva che sale al 3%. E i Cinque Stelle? Guadagnano un punto e mezzo e si piazzano al 17,5%. "Coraggio Italia" il partito di Centrodestra nato a maggio con la spinta di Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia) e di Giovanni Toti (governatore della Liguria) è accreditato di un 1,5% ed è pure dato in discesa.

Anche il sondaggio Quorum/ YouTrend commissionato da Sky TG24 certifica il vantaggio del centro sinistra. Di più': i dati confermano i risultati di Noto.

I sondaggi, certo, vanno presi con le pinze. I risultati potrebbero cambiare anche significativamente nelle ultime ore. Epperò le intenzioni di voto registrate da Noto aprono diversi interrogativi. A Milano il sindaco Beppe Sala ha un margine vistoso su Luca Bernardo. Non c'è storia.

Idem a Napoli con Manfredi e a Bologna con Lepore su Battistini. A Roma sono tanti gli indecisi (32%). Per il trio Michetti-Gualtieri-Calenda è una bella lotta. Virginia Raggi non va oltre il 18%. Niente da fare per gli altri 18 candidati. A Torino si profila un testa a testa Damilano e Lo Russo. La candidata del M5S, Valentina Sganga, oscilla tra il 7% e l'11%. Troppo poco.

In ogni caso l'appuntamento elettorale è molto importante. Sarà un ottobre caldo, ricco di sfide politiche: ci sono le suppletive della Camera in Lazio e in Toscana. In Calabria si rinnova il Consiglio regionale. E poi ci sono le elezioni comunali: 1.348 amministrazioni locali cercano un nuovo sindaco. Tra queste 20 sono capoluoghi di provincia, sei sono capoluoghi di regione. Tanta roba. Ma cambierà qualcosa?