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E' proprio vero che sull’obbligatorietà del green pass il Carroccio è spaccato a metà. Il "lasciapassare verde", infatti, non ha trovato proprio tutti d'accordo dalle parti di via Bellerio. Per capirci: è stato appoggiato e difeso, a spada tratta, dall'ala filo governista, incarnata dal fronte dei governatori del Nord (il friulano Fedriga ed il veneto Zaia) ed, in primis, dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Ma non dal segretario Matteo Salvini (spalleggiato, in questo, dal deputato Claudio Borghi, capofila degli scettici). Ora, che nella Lega il fronte sia diviso, lo dimostra il fatto che proprio lì sia andato ad affondare i colpi il segretario del Pd Enrico Letta.

ù"Meno male che la parte principale della Lega ha deciso di non seguire Salvini e appoggiare invece la linea di responsabilità del governo" ha pungolato il leader dei dem. Va detto, comunque, che nella battaglia ormai persa sul green pass, Salvini sta provando ancora a premere per ottenere i tamponi gratuiti, già scartati con decisione da Draghi. Una battaglia, la sua, condivisa, un po' a sorpresa, dal segretario della Cgil Maurizio Landini perché, come ha sottolineato il sindacalista: "non si può pagare per lavorare".