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Caro Direttore, sono andato ad assistere al nostro 12 Ottobre della Scoperta d’America in onore del nostro più illustre concittadino della Storia, un po’ per la mia curiosità da vecchio cronista e un po’ per scoprire se Genova lo difendeva adeguatamente dalla pioggia di polemiche che lo investe dall’altra parte dell’Atlantico. Tutte quelle statue rovesciate da Panama, al New Mexico, al Venezuela, quei 35 stati dell’Unione americana che avevano cancellato il secolare Columbus day….. Insomma, come avrebbe reagito la madre patria?

Ho assistito a una cerimonia- fiume con una vera pioggia di medaglie, onorificenze, cittadinanze onorarie, nomine di ambasciatori e a tanti discorsi. Delle onorificenze quella che mi ha colpito di più è stata il Grifo d’oro assegnato a Franco Cozzi, procuratore capo della Repubblica fino al luglio scorso, l’inquirente, che ha lavorato con decisione e spirito di collaborazione con la città nell’inchiesta più scottante che ci sia stata negli ultimi anni: quella per il crollo del Ponte Morandi. Significativo quel riconoscimento a un magistrato che si è mosso lavorando tra macerie, lutti, esigenze di ricostruzione e di giustizia. Significative le parole con cui, commosso, ha risposto all’onore che la città gli stava riservando: “È bello ascoltare, aiutare e servire gli altri con amore, quando questo viene riconosciuto dalla comunità cui appartieni. Ti compensa da ogni fatica”, ha detto Cozzi dal palcoscenico nel Salone del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale.

Quello che, invece, non ho sentito è stata proprio quella auspicata difesa di Cristoforo Colombo, la cui immagine è stata completamente rovesciata (non solo la sua statua): da Scopritore geniale e coraggioso a schiavista, persecutore di indigeni, avanguardia di una colonizzazione del Nuovo Continente, violenta e segnata da sterminii e vessazioni nei confronti di nativi e indigeni. Certo, sia il sindaco Bucci che il presidente Toti, nei loro discorsi celebrativi, hanno toccato il tasto dolente, difendendo la vera identità di Colombo, il suo ruolo. Il presidente Usa, Joe Biden non aveva appena aperto la strada nel suo messaggio del 12 Ottobre, con il quale aveva distinto il genio della Scoperta dalle azioni violente di colonizzazione, lanciando perfino l’idea di un giorno dedicato ai Nativi colonizzati?

Ma in più mi aspettavo che una città come quella di Genova, con l’Università che ha, con precedenti di studi illustri sul tema, come quelli dell’indimenticabile senatore a vita e più volte ministro, Paolo Emilio Taviani, massimo studioso moderno di Cristoforo Colombo, con insigni professori di ieri e di oggi, esperti in materia, come Gaetano Ferro, come Gabriella Airaldi, come Franco Cardini, che è in pratica un genovese di adozione, si fosse mobilitata un po’ più adeguatamente per spiegare di fronte alle polemiche la vera identità del genovese più importante della Storia. Invece in quel giorno di riconoscimenti, medaglie, onori, per carità elargiti a personaggi tutti meritevoli, quel compito è stato sbrigativamente svolto da Giacomo Montanari, uno storico dell’Arte dell’Università di Genova e da Antonio Musarra, un docente della Sapienza di Roma, esperto in Storia Medioevale, che hanno esposto il rispettivo compitino, senza entrare troppo sul tema scottante. Colombo, 529 anni dopo la sua Scoperta, oggi meritava di più, con tutto il rispetto per oratori e premiati.

Franco Manzitti