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di Lucio Fero

Il pilota c’è, il carburante pure, l’aereo mica tanto. Il calendario politico-economico mette in questi mesi l’Italia tutta in pista di decollo. Anzi, più in là che semplicemente sulla pista: l’aereo Italia ha rullato ed ora corre sulla pista, sta, con i miliardi Ue, raggiungendo V1, cioè quella velocità toccata la quale o si decolla o ci si schianta. Da V1 indietro non si può tornare. Ci sono i soldi, ci sono chiare e nette le riforme da fare, decollare vuol dire modificare connotati socio economici che hanno regalato al paese 20/30 anni di economia al rallentatore e di bassa produttività. Schiantarsi vuol dire restare come stiamo come sistema paese dopo essersi spartiti i miliardi del Recovery o Next Generation, insomma i miliardi, circa 200, che vengono dalla Ue.

Il pilota c’è, il carburante pure. Draghi e Next Generation. Incerto è però se l’aereo sappia/voglia ancora volare: Pubblica Amministrazione e produttività così come sono qui e oggi per l’aereo Italia non sono ali, o meglio sono ali con portanza ridotta a…testimonianza. Copiloti e navigatori e motoristi, cioè i partiti e il Parlamento e la politica nel suo complesso, sono incompetenti e non consapevoli del ruolo che dovrebbero svolgere e del lavoro che dovrebbero fare.

Gli assistenti di volo (sindacati, associazioni di categoria, corporazioni di mestieri e professioni) sono confusionari e prepotenti. I passeggeri, cioè l’opinione pubblica, la gente, l’elettorato, sono vittimisti, arroganti, indisponibili a spegnere uno smartphone mentre si decolla, capricciosi perfino nel fastidio di mettersi le cinture di sicurezza (ogni riferimento al vaccino è voluto e diretto) E tutti convinti che durante il decollo debba funzionare boutique a bordo per acquisti senza tasse.

A bordo, nelle cappelliere, sotto i sedili, in stiva carico pienissimo e anche di più: ci sono redditi di cittadinanza pesanti, la pesantissima evasione fiscale, il macigno di una spesa sociale sbilanciata verso le pensioni, il deficit di verità al riguardo, l’inconsapevolezza strutturale del sistema dell’informazione (giunto al punto di meritare perdono perché non sa quel che fa), l’insostenibile leggerezza di un ceto politico minimo in ogni spessore, il macigno di un ceto dirigente evaporato e infine, ultima ma non ultima, la zavorra di una pedagogia sociale il cui canone è: la gente ha sempre ragione. E ogni corporazione di ogni dimensione ha imbarcato sull’aereo il bagaglio di tutti i suoi privilegi, esenzioni, abitudini, diritti detti acquisiti e pretese santificate a diritti. Di una solla cosa l’aereo è praticamente vuoto: nessuno ha imbarcato doveri. Velocità V1…adesso vediamo che succede ad un aereo così.