La figlia del falegname di Castel Vittorio, Bianca Caviglia, aveva un fratello molto giovane, Buonaventura, rimasto orfano prima di imparare il mestiere di falegname, come i suoi fratelli. Quando il fratellino rimase orfano, Bianca Caviglia lo portò a vivere con lei nella sua casa di Sanremo. Poiché suo marito, il commerciante di legname, era un benestante della zona e fu cosí che Buenaventura ricevette un’ottima educazione. 

Alla fine dell’adolescenza morì il marito della sorella, la quale, mancando i propri beni che passavano ai parenti del defunto, dovette vivere in condizioni molto modeste.

Il fratello minore, Buonaventura, che lei aveva sempre protetto, cresciuto ed educato e che aveva imparato a commerciare legname con suo cognato, conosceva molti fornitori di legname di buona qualità. E conosceva anche i clienti di quei fornitori, anni prima ebanisti costosi e di qualità. 

Non potendo continuare l’attività a Sanremo, decise di andare in America e raggiungere il fratello Camillo. Ha promesso a sua sorella che avrebbe fatto fortuna e lo avrebbe riportato alla sua posizione. Buonaventura decise di venire in Uruguay dove i suoi fratelli Goivanni e Camillo, abbastanza più grandi di lui, lavoravano come falegnami. 

I fratelli unirono forze, e grazie alla conoscenza del mercato del legno pregiato e dei produttori europei, dedicati alla fabbricazione di mobili, prospera rapidamente la falegnameria “Caviglia Hermanos” a partire dell’anno 1872. Nel 1883 Camillo aveva lasció la società, continuando Buonaventura insieme a Giovanni per quasi 40 anni. 

Nel 1908 Giovanni morì e il negozio di mobili passó alle mani di Buonaventura e discendenti. Buonaventura, infine, acquistò la parte sociale di Camillo, e rimase come unico proprietario di quella che era già diventata una fiorente impresa di mobili della migliore qualità che si chiamava Muebleria Caviglia, nella via 25 de Mayo 569, a Montevideo.

Dopo alcuni anni, Buonaventura se ne andó in Italia, essendo diventato uno  degli italiani più in vista dell’emigrazione a livello mondiale. Fu in quel momento che il Re Vittorio Emmanuele lo distinse conferendogli la decorazione di Cavalliere dell’Industria e del Lavoro. Comprò una casa a Sanremo con la sorella, e fece costruire una strada fino a Castel Vittorio. 

Voleva indagare sulle origini della sua famiglia. I collegamenti perduti nei registri della cappella di Castel Bianco dovevano essere ricostruiti. Con questo, e attraverso altri documenti e testimonianze di antichi abitanti, venne a sapere che suo padre era il discendente di un falegname giunto nella zona di Castel Bianco, proveniente da un villaggio di pescatori vicino a Genova, chiamato Porto Maurizio, la cui famiglia,  si dedicava, da molte generazioni alla realizzazione di pioli che servivano per unire le parti delle barche in legno.  Originario di Castel Vittorio (Liguria), Caviglia arrivò a Montevideo nel 1868, all’età di 21 anni.

Si rivolse subito alle aziende frutticole del paese – pellami, lana – fino a alla rivoluzione del 1870 che lo costrinse a stabilirsi nella capitale Montevideo. 

Intorno al 1872, accettò l’offerta di due fratelli maggiori -che lo precedettero nel suo viaggio a Montevideo e si stabilì davanti alla falegnameria che avevano avviato. In pochi anni, questa piccola azienda divenne importatrice di articoli di lusso come tappeti, tappezzeria, mobili, oggetti in vetro ed ogni genere di articoli arredamento per residenze urbane e case di riposo del vecchio di stile della nascente borghesia montevideaoa. 

Superata la crisi del 1890, assunse ebanisti e scultori italiani, avviando la produzione di mobili in stile. In pochi anni, Buonaventura fa de la Muebleria Caviglia il principale punto di riferimento dell’alta società. 

Come produttore e importatore, fa parte della direzione della Camera di Commercio Italiana di Montevideo che era stata fondata da imprenditori come lui nel 1883 in qualitá di Prima Camera di Commercio Italiana nel mondo. 

Da lì partecipò all’operazione finanziaria che culminò con la fondazione del Banco Italiano dell’Uruguay nel 1887 e fu membro d’onore del consiglio d’amministrazione e in seguito, fu responsabile della succursale che la Camera di Commercio aprí nella cittá di Mercedes. Da lì si è diversificato in agricoltura, acquistando terreni e mucche e d’altra parte, Buonaventura Caviglia fu un uomo con forti legami politici con il Partido Colorado, legami che si sono rafforzati quando suo figlio Luigi raggiunse alte prestazioni come ministro e parlamentare.

STEFANO CASINI

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Importatore, produttore, banchiere e proprietario terriero, Buonaventura Caviglia si presenta come una delle personalità più forti in attività imprenditoriali diversificate, con proiezioni regionali. Fu senza dubbio uno degli uomini più interessanti per i suoi progetti di modernizzazione e creatività.

La sua azione metodica ebbe successo, poiché fu oggetto di successive distinzioni: Cavaliere (1896), Ufficiale (1898), Cavaliere di SS. Maurizio e Lazzaro (1912) e Commendatore (1915). Poco dopo il Re d’Italia gli conferì il titolo di Cavaliere dell’Ordine del Lavoro”. (17)