Giuseppe Conte (foto depositphotos)

Dopo il disastro, l'ennesimo, delle amministrative, l'universo pentastellato si trova coinvolto in un'altra brutta storia: quella legata alle dichiarazioni dell'ex 007 venezuelano Ugo Carvajal sui presunti finanziamenti del regime di Chavez ad alcuni partiti amici nel mondo, tra i quali il M5S. Ne ha parlato, due giorni fa, Il Giornale e subito la notizia ha fatto il giro delle redazioni. "Mio padre non ha mai preso denaro dal governo del Venezuela. Già lo scorso anno si è dimostrato che il documento portato come prova era stato contraffatto con Photoshop" ha replicato, a muso duro, Davide Casaleggio, presidente dell'associazione Rousseau e figlio del defunto co-fondatore Gianroberto. Tuttavia, le dichiarazioni fatte ai giudici di Madrid dall'ex capo dell'intelligence di Caracas, hanno scosso e non poco i palazzi della politica italiana con Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che ha chiesto a Giuseppe Conte di fare chiarezza su queste "voci" e di prendere le distanze dalla dittatura di Caracas nel mentre la deputata del suo partito, Augusta Montaruli ha chiesto al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese di “verificare un'eventuale ingerenza di uno stato estero sulla politica nazionalee le scelte assunte dal governo". Insomma, al di là della fondatezza o meno della notizia, nelle stanze del Movimento sta tirando un’aria decisamente brutta. I grillini, infatti, non hanno ancora archiviato il flop delle Comunali che ecco si vedono precipitare addosso un'altra valanga. Tutto questo mentre parte della base, in parte rimasta scettica circa l'opportunità di consolidare l'alleanza con i dem, inizia a scricchiolare. In soldoni: Conte è nel guado. Rischia di perdere il controllo dei gruppi pentastellati di Camera e Senato con la vecchia guardia che lo accusa di reggere le fila del Movimento dal suo appartamento romano a pochi passi da Palazzo Chigi. Da qui, al netto dell'assenza, le mosse dell'avvocato intenzionato a far pesare la sua leadership piazzando le pedine chiave nei posti di comando del M5S, così da plasmare i gruppi parlamentari a propria immagine e somiglianza. Ci riuscirà o finirà spazzato via dalla tempesta insieme con i suoi aficionados?