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di Giovanna Chiarilli

Saranno 105 i Comites per cui i 4 milioni e 700 mila cittadini italiani all’estero iscritti nelle liste elettorali, sono chiamati a scegliere i nuovi Consiglieri: 46 in Europa, 42 nelle Americhe e 17 nel resto del mondo. In realtà, per essere precisi, in due note stampa, in riferimento ad affermazioni da parte di altrettanti esponenti della Farnesina, in una si parla di 115, in un’altra di 105. Da settimane abbiamo chiesto un’intervista alla responsabile dell’Ufficio II della Direzione Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie, che si occupa di voto all’estero, ma nonostante diverse sollecitazioni, ancora stiamo aspettando… di chiarire anche questi dati. Ma dall’ufficio stampa del MAECI ci hanno assicurato che stanno garantendo la massima informazione, quindi l’intervista non è necessaria, è superflua, perché tanto su youtube vi sono i video in cui si illustrano perfettamente le modalità di voto!

Nonostante le difficoltà dovute al delicato momento che tutto il mondo sta vivendo, 244 le liste ammesse. Al di là di pochissimi casi in cui non sono state presentate, come a Ottawa, Lille ed Helsinki, i dati della Farnesina parlano di un incremento delle liste, pari al 55%, rispetto alle ultime consultazioni del 2015, e di nove Comites di nuova costituzione. 

A Montevideo sono tre le liste presentate mentre ormai è una corsa contro il tempo per informare sulla necessità di iscriversi all’albo degli elettori entro il 3 novembre, solo con questa modalità sarà possibile ricevere il plico elettorale e di conseguenza partecipare al voto. Tutte le indicazioni in merito, sono disponibili sui siti dei Consolati.

Dopo i due mandati previsti dalla legge istitutiva dei Comites, Renato Palermo non figura tra i candidati, ma resta di certo uno degli esponenti più impegnati della comunità italiana in Uruguay, forte della sua esperienza come Consigliere del CGIE da quindici anni, e come attuale Presidente dell’Inca-CGIL Uruguay. 

Convinto delle potenzialità dei Comites, Palermo individua, tra i compiti prioritari di questi organismi, “gli strumenti legislativi per operare in quasi tutti i campi di interesse delle nostre collettività: dalla cultura all’assistenza, per non dimenticare gli interscambi tecnologici ed economici, in collaborazione con i Consolati e le autorità italiane. Per quel che riguarda la sinergia tra il Comites di Montevideo e le autorità consolari, si è caratterizzata quasi esclusivamente nel risolvere le pratiche d’obbligo, praticamente l’organismo è stato convocato soltanto nei periodi in cui si doveva dare i pareri per gli enti di assistenza, scolastici, sulla stampa, ecc.”

Non ha avuto vita facile il Comites di Montevideo, più volte Matteo Forciniti su queste pagine ne ha documentato malumori e progetti non andati a buon fine, anche il giudizio di Palermo sull’operato del Comitato è molto critico, un operato caratterizzato da “sterili conflitti interni, a parte la realizzazione di un paio di attività all’inizio della sua gestione; una scarsa attività che ha finito con il condizionare anche la sinergia tra il Comitato e il Consolato”.

Oggi, presentate le tre liste (saranno 18 i Consiglieri da eleggere), Renato Palermo riconosce “l’inserimento, tra i candidati, di esponenti delle nuove generazioni. Anche la nostra lista RINNOVO, la numero 1, si è preoccupata di integrare giovani, donne ed esponenti delle associazioni italiane, ovvero quelli che attualmente mantengono viva la nostra collettività”.

Nota dolente di queste consultazioni, la cosiddetta “inversione dell’opzione”, ovvero l’espressione della volontà del voto attraverso l’iscrizione all’albo degli elettori, un “metodo” che continua ad essere argomento non solo di dibattito ma anche motivo di possibile scarsa affluenza, come ribadisce lo stesso Palermo: “Abbiamo lottato fino all’ultima ora, quasi tutti i Consiglieri del CGIE, per evitare l’inversione dell’opzione, non solo perché considerata antidemocratica, ma anche perché finirà per delegittimare i Comites considerata la scarsa partecipazione al voto, si pensa che voterà appena l’1% degli aventi diritto. Vorrei però ricordare che durante i nostri dibattiti, in ogni occasione di discussione in cui si chiedeva il rinvio delle elezioni dei Comites per evitare tutti i disagi sia della pandemia sia derivanti proprio da questa modalità di voto, abbiamo voluto mettere in chiaro che la responsabilità della scarsa partecipazione al voto non dovrà in nessun modo essere addebitata alle nostre collettività, ma alle autorità che hanno dato priorità al risparmio mettendolo davanti alla dignità degli italiani residenti all’estero”. 

È stato infatti proprio il Sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto della Vedova, a spiegare nel corso di una intervista rilasciata a Gente d’Italia, che questo “sistema di voto è stato introdotto in un’ottica di razionalizzazione della spesa pubblica, e si fonda sulla manifestazione di volontà dell’elettore di partecipare al voto per ogni singola tornata elettorale. Si stima che il costo delle elezioni con opzione inversa si aggiri intorno al 30% rispetto alle elezioni che non prevedono la necessità di iscrizione al voto.” 

Pandemia e regole farraginose per la presentazione delle liste, hanno portato anche a qualche caso in cui le elezioni per il rinnovo dei Comites non si terranno; secondo Palermo, le cause sono da ritrovare nelle “esigenze burocratiche per la presentazione delle liste, che in tempo di pandemia, sono state eccessive, per questo molti gruppi non sono riusciti a organizzarsi in tempo”.

Tante difficoltà, le problematiche che finiranno per pesare sui risultati di questo voto, compreso, probabilmente, anche il fatto che ancora non ci si può avvalere della legge di riforma, sia dei Comites sia del CGIE, anche se “si è lavorato parecchio. Il CGIE – spiega Renato Palermo - ha coinvolto i Comites e il mondo dell’associazionismo, ha elaborato una proposta di riforma con il consenso di tutto il mondo dell’emigrazione. La stessa prevede il miglioramento della funzionalità e un maggior radicamento nei territori. Purtroppo non è stato possibile farla approvare in Parlamento prima di questa tornata elettorale”. 

Insomma, sembra che queste elezioni dovranno fronteggiare e superare un’infinità di ostacoli. L’auspicio degli addetti ai lavori è che, nonostante le previsioni davvero preoccupanti, gli elettori partecipino al rinnovo dei Comites in modo da rimarcare e non delegittimare il ruolo di questi organismi.