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Italia stellare: altri due ori ai Mondiali di ciclismo su pista in corso a Roubaix, oro per il quartetto dell’inseguimento a squadre, oro per Letizia Paternoster nel l’eliminazione. Due titoli iridati limpidi, strameritati, storici. Il quartetto di top Ganna è arrivato dopo 24 anni ma subito dopo l’oro olimpico di Tokyo. Il trionfo di Letizia dopo un calvario lungo due anni  pesantissimo: investita in allenamento, infortunio al ginocchio, il Covid.

In pochi credevano in una sua  rinascita, per di più così repentina. Ed invece la rinascita (parole sue) c’è stata. Eccome! Il talento ha fatto il resto. E al velodromo Stab ha ritrovato l il passo vincente. Per la gioia (anche) dei social; su Instagram conta già 217 mila followers. Appena 22enne, trentina di Cles – cinque Mondiali e otto Europei da juniores,  sette Mondiali Élite – può regalare all’Italia ancora molte soddisfazioni.

Li ricordiamo i magnifici moschettieri azzurri Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni, Liam Bertazzo. Gli stessi di Tokyo (alle Olimpiadi c’era Lamon al posto del padovano  Bertazzo). Super Pippo garantisce: “E non è finita qui“. Questo oro bis, dopo soli due mesi e mezzo dalle Olimpiadi, è una impresa leggendaria. Nessuno c’è mai riuscito.

Bilancio più che positivo. Tre ori nei primi due giorni di Roubaix. L’oro di apertura l’ha portato a casa Martina Fidanza nello scratch. Domenica fa si tireranno le somme. Comunque la partenza è stata eccellente: Italia prima nel medagliere con tre ori ed un argento. Dunque continua l’anno magico, continua la pioggia d’oro. Roubaix porta bene. Dopo il trionfo di Colbrelli arrivano le medaglie in pista. Ancora una volta i francesi rosicano.