Caro Direttore,

appoggio – ed ho firmato- la opportuna e giusta petizione on line, promossa da Gente d’Italia, sulla scandalosa decisione della Giunta del Senato che ha rigettato il ricorso dell’On. Fabio Porta sull’elezione del Sen. Cario.
Vorrei, con l’occasione, condividere con te ed i tuoi lettori alcune considerazioni al riguardo.
Questi brogli, non certo i primi – basti pensare alle elezioni del 2008 in Argentina – sono figli dell’attuale sistema di voto all’estero, che prevede l’invio delle schede elettorali a TUTTI gli iscritti AIRE maggiorenni. Si tratta di oltre 4 milioni di persone sparse per il mondo, la grande maggioranza delle quali – non nata in Italia, non parlante l’italiano- è totalmente avulsa dalle cose italiane. Il loro unico interesse è stato di ricostruire la cittadinanza grazie a nonni e bisnonni, al fine di ottenere il passaporto italiano ( che loro chiamano “comunitario”), per viaggiare liberamente nel mondo e spesso per stabilirsi legalmente in Spagna o illegalmente negli Stati Uniti, ove entrano senza necessità del visto.
Conseguenza inevitabile è che di queste oltre 4 milioni di schede, moltissime non raggiungono i loro destinatari, che in genere non hanno aggiornato i loro indirizzi negli schedari consolari, e che certo non si preoccupano di reclamare una scheda per la quale non nutrono alcun interesse. Schede “volanti” facile preda dei furbetti del quartierino, che le usano per farsi eleggere nel nostro già di per sé screditato Parlamento L’unico rimedio a questa situazione sarebbe cambiare la legge, nel senso di prevedere l’invio delle schede elettorali solo a chi previamente le richiede, dimostrando così un concreto interesse a partecipare alla vita democratica del nostro Paese.
D’altra parte, era proprio questo l’impianto della prima bozza della legge per introdurre il voto all’estero, poi cambiato per l’improvvida pressione del Ministro Tremaglia, in omaggio a un malinteso spirito patriottico ( “gli italiani sono tutti uguali!”; certo, ma le situazioni no, non è lo stesso votare a Milano o in Papua Nuova Guinea, senza che nessuno debba sentirsi discriminato). Ora leggo che il Segretario del PD, Letta, sarebbe “furioso” per l’esito della votazione in Senato che ha respinto il giusto ricorso di Fabio Porta. Ma mi risulta che lo stesso PD si è costantemente rifiutato di prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare la legge introducendo la inversione dell’opzione. Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso…
Concludo osservando che questo cambio sarebbe ancora possibile in questa legislatura che volge al termine, dove una maggioranza in Parlamento potrebbe ancora trovarsi, mentre nella prossima, con il previsto ridimensionamento dei 5Stelle e l’altrettanto scontato aumento dell’area di destra, sarà praticamente impossibile. L’occasione è quindi ora, quando si dovrà comunque mettere mano alla legge elettorale per il voto in Italia. Pensateci.
Cordiali saluti
Vincenzo Palladino
giá Ambasciatore d’Italia in Uruguay