di Alessandro Camilli
Supermercati non più il luogo unico della spesa alimentare e non solo. Nel corso degli ultimi anni qualcosa di grosso è mutato nelle abitudini di acquisto degli italiani. Il comprare on line o il comprare diverso o il comprare meno (riguardo ad alcuni comparti merceologici): comportamenti che si sono intrecciati e sommati. Fino a rendere il supermercato non più sempre e comunque una stazione obbligata e affollata.Così, in maniera accelerata oltre che inaspettata, il supermercato ha smesso di essere per definizione impresa e attività che comunque fa soldi. In tanti punti di vendita delle diverse catene (chi più chi meno ma nessuna esclusa) il fatturato ha cominciato a calare, poi scivolare, poi picchiare in basso, poi fermarsi ma senza più risalire.

Calo fatturato diventato strutturale che ha reso punti vendita non più fonte di guadagno, anzi non più sostenibili nella dinamica costi-ricavi. Calo fatturato con annesso e connesso calo dei clienti. Chi siano quelli che non vanno più o vanno meno al supermercato non c’è al momento analisi approfondita con appositi studi e rilevazioni. Ma si può ipotizzare che il grosso dei non più clienti fissi dei supermercati siano i 20-40 enni che fanno la spesa via web.

Un rapporto diretto tra il crescere del delivery e il calare dei supermercati è più che un’ipotesid i lavoro. Aggiungere al calo di fatturato e clienti un certo passato gigantismo delle catene dei supermercati (spesso quattro allineati nella stessa strada). E sottrarre ancora ai supermercati una quota minima ma non troppo minima di recupero di clienti da parte dei cosiddetti negozi di vicinato. Il risultato è numericamente imponente.

Carrefour ha annunciato la chiusura di 106 dei suoi punti vendita, con relativi 800 esuberi di personale, 800 posti di lavoro che vengono a mancare, 800 lavoratori da ricollocare o pensionare. Sono solo gli ultimi della serie supermercati si chiude.