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Un gruppo di 35 cittadini italiani si trova in questi giorni a Cuba per partecipare ad un test clinico denominato "Soberana Plus Turin" che comporta uno studio esplorativo con l'utilizzazione di un candidato vaccino cubano.
Il Centro per il controllo statale dei farmaci, materiali e dispositivi medici (Cecmed) di Cuba ha indicato che questo studio è stato delineato per valutare reattogenicità e immunogenicità di Soberana Plus su volontari italiani convalescenti dal Covid-19 in forma lieve o moderata, e su altri sani che hanno completato uno schema di immunizzazione con vaccini stranieri autorizzati in Europa, come Johnson & Johnson, Moderna, Pfizer o AstraZeneca. I test, ha precisato il Cecmed, sono già in corso, in collaborazione con l'Instituto Finlay de vacunas cubano nella clinica internazionale La Pradera a L'Avana e continueranno nell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino.
I volontari riceveranno una terza dose di vaccino cubano, e in un comunicato il Cecmed ha indicato che "fra gli obiettivi dello studio c'è quello di dimostrare che Soberana Plus è capace di accompagnare qualsiasi vaccino sviluppato fino ad ora".
Una volta ricevuta la dose di rinforzo di Soberana Plus i volontari, dopo un periodo di osservazione rientreranno in Italia per seguire la seconda parte dello studio nell'ospedale torinese.
"In una prospettiva sempre più post-emergenziale, il completamento dello sviluppo dei vaccini proteici come il SoberanaPlus - commenta Giovanni Di Perri, direttore della Clinica Universitaria Malattie Infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia - amplierà le opzioni a disposizione delle strategie di controllo a lungo termine del Covid-19, mirate a creare e mantenere uno stabile schermo protettivo nei riguardi delle conseguenze cliniche più gravi dell'infezione".
Secondo Di Perri "un elemento di particolare interesse di questa iniziativa è rappresentato dalla strutturazione convenzionale del vaccino, ovvero dall'assenza di materiale genetico, sia esso mRNA o DNA provirale. Per coloro la cui refrattarietà ai vaccini di corrente distribuzione è appunto rappresentata dal loro contenuto in acidi nucleici, lo sviluppo di vaccini come il Soberana plus può costituire una soluzione più gradita, contribuendo quindi in ultima analisi ad ampliare la percentuale di popolazione protetta dalla vaccinazione. I risultati preliminari sembrano oltremodo promettenti in termini di produzione anticorpale neutralizzante e si augura che le tappe ancora da percorrere, grazie al sodalizio italocubano, possano procedere speditamente".