Gente d'Italia

Irene Pivetti non ne scansa una. Dopo la truffa delle mascherine ecco la falsa vendita in Cina di 3 Ferrari

Di FRANCO ESPOSITO

Froda il fisco. No, una tantum. Praticamente sempre. Dalla truffa monstre delle mascherine mai ordinate e quindi mai arrivate dalla Cina, ai tempi del primo  lockdown, alla falsa vendita di Ferrari: Irene Pivetti ne ha combinate di ogni. Ex presidente della Camera, scivolata evidentemente in disgrazia o dedita all’imbroglio più spinto, rischia il processo.

La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un sequestro preventivo di un milione di euro a carico di Irene Pivetti e di un suo consulente. Tra gli indagati per riciclaggio e frode fiscali su alcune operazioni commerciali (in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo) che sarebbero servite per riciclare proventi di un’evasione fiscale.

Gli avvisi di conclusione indagine già notificati. Anche al pilota di rally Leonardo Leo Isolani e ad altri cinque. Una combriccola di truffatori che pensava di incastrare un imprenditore cinese, Shoi Xilian. Disposto, a quanto pare, a sborsare dieci milioni di euro. Ma più dell’imprenditore cinese, la Pivetti e i suoi complici e compari hanno mirato a truffare lo Stato.

Al cinese l’unica cosa che interessava era il marchio Ferrari. Di cui poteva fregiarsi, autorizzata dalla casa di Maranello, la scuderia “Isolani racing team”. Probabile, molto probabile, che i bolidi Ferrari potessero essere impiegati nelle gare in auto in Asia o per chissà quale altro motivo. L’immediato passaggio di mano della Ferrari (una falsa vendita, sia questo subito chiaro) avrebbe consentito alla “banda Pivetti” un incasso di otto milioni di euro. L’ex presidente della Camera si è vista notificare un sequestro per 3,5 milioni di euro, non pagati al fisco dopo la conclusione dell’affare. “Pronta a chiarire ogni aspetto della vicenda e, una volta lette le carte, a farmi interrogare dal pm”, annuncia la Pivetti attraverso il proprio legale, l’avvocato Filippo Cocco.

Il nome di colei che ha occupato per un congruo periodo la terza carica dello Stato è il primo di sette. Il pm Giovanni Tarzia, in attesa del processo, ha chiuso l’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Milano. Il punto di partenza è un annuncio nella primavera 2016. Oggetto della comunicazione la cessione della scuderia del pilota di auto Gt, Leonardo Isolani al gruppo cinese “More&more investiment” di Zhou Xijan. Una serata di festa in un palazzo patrizio di Roma.

La notizia viene sparata con evidenza dovuta sul sito Gruppo Only Italia, che fa capo a Irene Pivetti. Da quando ha lasciato la prestigiosa carica a Montecitorio, l’ex presidente ha impiantato una rete di relazioni con l’Asia. Iniziative che l’hanno visto al centro di indagini. Come questa, particolarmente pesante, partita di domenica, il 3 aprile 2016. Il notaio bresciano è in studio per il passaggio della “Isolani racing team” e della “Red Racing” della moglie del pilota a “Only Italia. Oggetto dell’operazione, tre Ferrari da corsa – due 360 Modena e una 575 Maranello – un Tir officina, ma soprattutto del logo “Isolani Ferrari”. Al costo di 1,2 milioni di euro.

Un giro d’affari non troppo sofisticato. Le indagini della Guardia di Finanza concludono che si tratta di “compravendite simulate”, in quanto i beni materiali sono andati in Asia solo sulla carta.

La Pivetti paga e gira immediatamente tutto a “More&More Investiment Group” di Hong Kong. L’introito pronta cassa è dieci milioni, per la plusvalenza di 8,8 milioni di euro. Un gran bell’affare. Il percorso che compie il denaro è una fregatura per il Fisco, che resta con un pugno di mosche in mano. La Isolani è debitrice di cinque milioni di euro. Lo Stato, frodato, non vede un solo centesimo.

I siti specializzati – e la cosa sa di molto curioso e ingenuo – in quei giorni riferiscono che Isolani aveva intenzione di trasferire la sua attività alle Canarie, a Tenerife. Comprese le tre Ferrari, ovviamente. Gli investigatori, instancabili nel loro lavoro di indagine, appureranno che la Ferrari 575 è stata venduta a Montecarlo; una delle 360 Modena in Francia; la seconda viene trovata, lo scorso ottobre, nel Varesotto durante una perquisizione in un  club di fan Ferrari.

L’ex esponente leghista Irene Pivetti si sarebbe spesa per “ricevere denaro su conti esteri”, tra la Cina e la Polonia. Il pm Giovanni Tarzia scrive: “è ampiamente dimostrato il carattere fraudolento delle operazioni commerciali realizzate da Irene Pivetti”. Accusata l’ex presidente della Camera di aver evaso tasse per 3,5 milioni di euro. “E che devono essere sequestrati in via preventiva nei suoi conti, perché esiste la concreta possibilità che li sposti all’estero attraverso l’opaco reticolato di società del gruppo Only Italia”-

Bella forma di imbrogliona, la signora. Al sequestro preventivo nei suoi confronti si aggiunge un altro di 500mila euro a carico di un nuovo indagato. Che banda, ragazzi. In colletti bianchi e guanti gialli.

 

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