Giustizia è fatta, viene voglia di urlare. La legalità ha trionfato: l’aula del Senato ha approvato un ordine del giorno presentato dalla capogruppo del Pd, Simona Malpezzi, sulla relazione della Giunta delle elezioni a proposito delle schede falsificate contestate al senatore Adriano Cario (gruppo Misto), eletto all’estero nella circoscrizione America del Sud e di cui si chiedeva, appunto, la decadenza. Il sì a maggioranza degli inquilini di Palazzo Madama ha dunque sancito, di fatto, almeno per ora, la conclusione della carriera parlamentare dell’ex responsabile del Conte bis.

Insomma: Cario dovrà rinunciare ad una poltrona conquistata con “brogli elettorali”, come la giustizia italiana ha dimostrato e come “La Gente d’Italia” ha più volte documentato su queste colonne, promuovendo anche una petizione popolare sull’argomento, che è stata firmata da oltre 5mila persone e la cui eco è rimbalzata fin dentro le stanze di Palazzo Madama dove è stata citata, ieri, anche dalla stessa Malpezzi durante la discussione generale. Dunque la legalità, lo ribadiamo ancora una volta, ha vinto: Adriano Cario dovrà mollare lo scranno senatoriale. Al suo posto dovrebbe subentrare (il condizionale è d’obbligo), secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, l’esponente del Pd Fabio Porta (autore del ricorso giudiziario che ha innescato i controlli). Ora, il verdetto di Palazzo Madama, al di là della sancita decadenza dell’esponente del gruppo misto, stabilisce anche un invito a tenere gli occhi aperti ed a vigilare, in particolar modo sul voto all’estero, troppo spesso trascurato, dimenticato o nemmeno preso in considerazione dagli addetti ai lavori. D’altronde, vuoi mettere votare in un seggio a Roma, Milano o Napoli o in una sezione allestita all’interno di un’ambasciata, mettiamo, a Buenos Aires?

Chi se ne frega di quel che accade a migliaia di chilometri da casa! verrebbe voglia di argomentare. Invece no, cari amici! Sarebbe un grave errore pensare una cosa del genere. Gli italiani all’estero sono quasi 6 milioni. Rappresentano una regione intera dello Stivale. Abiteranno e lavoreranno pure a miglia e miglia di distanza dal focolare avito, ma non hanno mai spezzato il cordone ombelicale che li tiene avvinti alla madre patria. Se dunque votano, anche a New York o a Montevideo è perché vogliono dire la loro, contribuendo attivamente all’amministrazione del Belpaese, scegliendosi chi spedire a Roma.

Dunque è proprio per questo che bisogna prestare attenzione ed evitare di prestare il fianco a quanti chiedono di cancellare il voto estero, proprio prendendo a pretesto casi come questo. La soluzione, all’opposto, non è abolirlo, bensì metterlo in sicurezza sfruttando anche le nuove tecnologie che abbiamo a disposizione oggi.  Resta solo un punto dolente che la votazione segreta non permette di investigare: chi sono i 126 senatori che hanno votato per la conferma di Cario e quindi per la legittimazione dei brogli???? Capiremmo qualche voto di “amicizia”, qualche altro di “convenienza”, una sorta di do ut des, io do un voto a te e tu dai un voto a me per la presidenza della Repubblica, ma 126 sono veramente tanti….tantissimi….. che hanno votato per confermare brogli e illegalitá…… Poveri noi come siamo messi male!!!!!!