Palazzo Madama, sede del Senato (foto depositphotos)

126 senatori della Repubblica Italiana approvano i brogli elettorali? No, non ci posso credere. Eppure da ieri c'é la certificazione. Per loro, per i 126 che hanno votato di non voler far nulla e di lasciare a Palazzo Madama l'ormai ex senatore Adriano Cario è normale che in una democrazia arrivi al Senato una persona sulla cui elezione é stata appurata la falsificazione di migliaia di schede che in pratica lo hanno fatto nominare (ovviamente l’inganno non è da attribuire ad Adriano Cario, ma ad ignoti su cui è stata aperta un’inchiesta). 126 senatori della Repubblica Italiana hanno ripudiato con il loro voto il "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi ) e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione"?

Interesse esclusivo della Nazione- hanno giurato - non dei partiti politici, non di violare la legge appoggiando brogli elettorali..... Lo scrutinio è segreto, certo. Ma a pochi mesi dall’elezione del presidente della Repubblica, è evidente che a qualcuno interessa più che altro pensare ai propri tornaconti (voti per Quirinale) piuttosto che a difendere le leggi e i diritti degli italiani all’estero. E ieri lo scontro tra Maurizio Gasparri (esponente di Forza Italia e presidente della Giunta per le elezioni) e la presidente del Senato Casellati in merito alla decisione di far decadere Cario o meno vale più di mille parole.

Strano perché alla nostra petizione online sulla piattaforma su change. org, la prima firmataria è stata proprio Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione Estero-America settentrionale e centrale.... Di certo il caso Cario si è trasformato nel classico scontro tra blocchi contrapposti. Dem, Leu, Idv, M5S e FdI, forti dell'odg presentato dalla parlamentare Malpezzi con il quale si chiedeva la decadenza del senatore del gruppo misto, contro Lega, Forza Italia, qualche ribelle grillino ed il resto di quella che fu la compagine del Pdl, contraria, invece, all'estromissione del parlamentare eletto in Sud America. Alla fine la "bocciatura" di Cario è stata decretata con 132 voti favorevoli, 126 contrari e 6 astensioni.

E' proprio il caso di dire che si è trattata di una decisione presa sul filo di lana, visto lo scarto ridotto di voti. Ma che è valsa comunque a sancire un principio sacrosanto: sui brogli elettorali non si scherza. Chi ha conquistato una poltrona barando, come ha stabilito la procura di Roma, deve abbandonarla. Costi quel che costi. Ed è per questo che su quei 126 voti deve essere appuntata l'attenzione dei lettori. Sì, perché, per una volta, non c'è barricata che tenga, né scontro ideologico da salvare. Nossignore: anche se tutto è sembrato andare in quella direzione, anche se l'ormai ex senatore Cario era stato uno dei responsabili del Conte bis e dunque per questo non inviso agli ambienti pentastellati (oltre che a quelli di Carroccio e Forza Italia ove pure vantava solidi alleati). Lo scontro in Aula ha solo assurdamente seguito un copione visto tante, troppe volte: battersi per salvare un collega di schieramento, solo perché "amico di banco". O perché é in atto il solito do ut des ( io do un voto a te e tu e i tuoi amici lo darete a noi per il Quirinale...). Nulla di più sbagliato. Nel caso di Cario va ricordato che la sua elezione è stata contestata dalla magistratura e che quando sul voto pesa il giudizio delle toghe, non dovrebbero esserci colore politico o vicinanza partitica da far valere.

I Cinquestelle hanno mostrato ancora una volta ambiguità sul voto. In giunta per le Elezioni, infatti, i grillini hanno inizialmente votato per salvare Cario, in aula invece per farlo decadere. Un comportamento che attesta come evidentemente molti pentastellati non se la sono sentita di coprire palesi brogli elettorali. Viene tuttavia spontaneo chiedersi come mai la posizione ufficiale del partito di Di Maio espressa dalla loro relatrice in giunta e in aula, fosse quella di salvare uno dei cosiddetti "responsabili".

Forse perché a febbraio si era speso con il Maie di Ricardo Merlo per salvare il governo giallorosso? O c'é dell'altro? Peró credetemi, 126 voti che "giustificano" e "perdonano" brogli accertati sono veramente tanti.. Troppi per un quesito che avrebbe dovuto avere un risultato ben diverso da quello apparso sul tabellone a colori dell'Aula di di Palazzo Madama: 132 Favorevoli, 126 Contrari. Ma forse anche l'antica legalitá e correttezza dei nostri parlamentari di un tempo sta per essere fagocitata da questa nuova politica d'assalto... Dove un voto non si nega a nessuno anche a costo di calpestare la legge. E poi é sottoscritto in segreto...nessuno vede... nessuno giudica... "Aumm Aumm..." dicono a Napoli...

MIMMO PORPIGLIA