Gente d'Italia

Miami, la torre più alta nel segno della cucina italiana di Carbone

 

di ROBERTO ZANNI
È diventato sinonimo di alta cucina abbinata al lusso. L'ultimo ristorante, a Miami, è stato definito un mix tra un palazzo veneziano e la grande vecchia Avana. Un insieme italo-cubano, ma solo per quello che riguarda l'apparenza. Si chiama 'Carbone' e a Miami Beach, sulla Collins Avenue, è la meta preferita di tutte le celebrities: spettacolo, sport, influencer di grido, nessuno vuole mancare. È una gustosa vetrina. Ma chi è Carbone? Uno chef d'altissima classe che a New York ha lavorato nei celeberrimi 'Babbo' e 'Lupa', ma anche in Toscana a 'La Dogana' di Capezzano Pianore in provincia di Lucca, altro locale che ha fatto storia. Nato nel Queens, 41 anni, origini italianissime, Mario Carbone dai nonni materni ha ereditato la cucina settentrionale, dai paterni invece quella siciliana.
Una scalata velocissima verso l'alto, co-fondatore di MFG, Major Food Group, diventata in un decennio una potenza, nel mondo, nel campo della ristorazione, poi una moglie, Cat Bailey, pubblicista che lavora per alcune delle più grandi star dei social media. Ma evidentemente a Carbone piace volare sempre più in alto, senza limiti. E lo dimostra l'ultimo grande progetto firmato da MFG in partnership con JDS Development Group per realizzare una torre, che ha già il nome, Major, lussuosissima a Brickell di 1.049 piedi (320 metri) la più alta a Miami in coabitazione con un altro progetto rivoluzionaria (ma ancora da realizzare di fronte a Bayside) di Waldorf Astoria. Non c'è ancora una data di inizio e fine dei lavori, non sono stati annunciati prezzi, ma quello che si sa è che Major diventerà un nuovo punto di riferimento del luxury più esagerato. Dovrebbe comprendere 259 appartamenti e offrirà quella che è stata definita come "la più impressionante collezioni di servizi di ristorazione di tutta Miami, se non degli Stati Uniti interi". Carbone con MFG sarà responsabile di tutti i programmi di ristorazione del residence, compresi i club privati. Un ingresso dalla porta principale nel settore edilizio  di un gruppo che se fino a oggi era noto per i suoi ristoranti, ora lo vuole diventare anche per le grandi tower di lusso. Solo l'inizio di una nuova avventura mentre i ristoranti MFG si moltiplicano, in particolare in Florida dove 'Parm', altro concept di ristorante italiano, aprirà la sua quinta sede l'anno prossimo a Palm Beach Gardens. Una storia incredibilmente unica e rapida quella di MFG. Si deve infatti andare indietro solo fino al 2009 quando Rich Torrisi piantò il seme di quella che poi è diventata una avventura vincente. Si chiamava 'Torrisi Italian Specialties', costruito con un modesto investimento che veniva da familiari e amici. Un piccolo ristorante che nella Little Italy di New York  ha subito cominciato a far parlare di sè: Carbone e Torrisi erano vecchi compagni della scuola culinaria, mentre Jeff Zalaznick un cliente abituale, si è poi trasformato nel terzo socio. Una partnership a tre nella quale Carbone si è ritagliato differenti ruoli: non solo ha ridefinito lo status del ristorante italiano per una nuova era, ma ha anche sviluppato un particolare interesse per l'aspetto creativo: curando la musica, scegliendo porcellane e oggetti in vetro e supervisionando anche la progettazione grafica. Ma non basta: adesso una nuova vetta da raggiungere, a Miami.

 

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