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C'erano una volta i furti di autoradio, poi la moda è passata e il crimine si è rivolto agli pneumatici. Negli ultimi anni non era raro, passeggiando per le città italiane, e specialmente al Sud, vedere automobili sprovviste di gomme appoggiate su pile di mattoni. Un carico di quattro pneumatici poteva fruttare sul mercato dell'usato anche 200 euro, ma il lavoro era lungo e rischioso, e gli pneumatici molto ingombranti. L'ultima moda che sta spopolando in Italia in fatto di microdelinquenza è il furto di marmitte catalitiche. Rapido e indolore (per il ladro), in pochi minuti ci si può appropriare di un piccolo tubo di metallo il cui valore, però, può arrivare presso il ricettatore anche a 100 euro. Beh, qualche rischio c'è sempre e qualcuno ci ha anche rimesso la vita (vedi box in basso). Ma, da un anno a questa parte, dalla Sicilia alle Marche, dalla Campania alla Liguria, passando per Lazio e Toscana, è un susseguirsi di denunce di automobilisti che si sono ritrovati senza marmitta. La tecnica è abbastanza semplice, per chi sa dove mettere le mani. Il ladro si infila sotto l'auto in sosta, magari con l'aiuto di un cric, poi, invece di perdere tempo a smontare la marmitta, la taglia con un flex portatile e con uno strappo la porta via. A loro non serve il pezzo funzionante, quello di cui vanno a caccia sono i metalli preziosi contenuti all'interno del tubo di acciaio. Il danno, quindi, per l'automobilista è ancora più grave della sola marmitta catalitica, e il costo della riparazione può sfiorare anche i mille euro. 

Ma qual è la ragione di questo “accanimento” sulle catalitiche? Semplice, le marmitte contengono tre metalli preziosi, che funzionando da catalizzatori accelerano il processo chimico di abbattimento dei componenti inquinanti dei gas di scarico, come il monossido di carbonio e gli ossidi di azoto, provocate dalla combustione del carburante. Questi metalli sono principalmente il palladio, il platino e il rodio. In ogni marmitta, a seconda dei modelli di auto, se ne trovano poche tracce, da 1,5 a 3 grammi di platino, appena 0,6 grammi di palladio e 0,02 grammi di rodio. Ma è il prezzo di questi metalli che fa la differenza. Il rodio costa 400 euro al grammo, il palladio tra i 65 e gli 80 euro al grammo, il platino invece 30 euro al grammo.

È chiaro che poi la marmitta catalitica rubata deve trovare chi è in grado di estrarre questi metalli. I riciclatori sono officine abusive specializzate in questo delicato lavoro. E la strategia degli investigatori per combattere questo fenomeno è proprio di cercare i laboratori dove le marmitte vengono distrutte per estrarre i metalli preziosi. Lo scorso 6 maggio, nel comune di Villa Literno, in provincia di Caserta, la Stradale di Napoli insieme con la Squadra di Polizia Giudiziaria della Polstrada ha proceduto al sequestro di ben 150 catalizzatori, per un valore di circa 70mila euro, e alla denuncia di un giovane trovato all’interno del deposito intento a sezionare i pezzi rubati.

Non tutte le auto però sono buone per i ladri di marmitte. I metalli preziosi sono infatti stati introdotti con l'intensificarsi della legislazione che obbliga gas di scarico sempre meno inquinanti, e compaiono nei veicoli a benzina e gpl a partire dai motori Euro 4. Quindi le auto più vecchie non sono appetibili per questo tipo di malviventi. Tra i veicoli più ricercati dai ladri ci sono i Suv, perché la loro altezza da terra facilita le operazioni di “asporto”, e le Smart, perché la marmitta catalitica è facilmente accessibile dopo aver smontato il paraurti posteriore. Molto gettonati sono poi i furgoni, di quelli normalmente utilizzati da aziende artigiane o ditte di consegne. Per ultimo vengono le automobili più comuni, perché per operare c'è bisogno di sollevarle con l'utilizzo di un cric. In alcuni casi, quando i ladri sono più di uno, l'auto viene addirittura sollevata su un fianco prima di procedere all'asportazione del prezioso pezzo.

Una volta tanto, in fatto di delinquenza, va segnalato che la moda dei furti di marmitte non è una invenzione italiana: al contrario, l'abbiamo importata dall'estero. In particolare, la pratica è nata negli Stati Uniti d'America, perché lì erano inizialmente più diffuse le officine in grado di recuperare i metalli preziosi dalle catalitiche. In Europa il primato spetta invece alla Gran Bretagna, dove, secondo la Bbc, nel 2018 si sono registrati ben 400 furti di marmitte in più dell'anno precedente, passando da 700 a 1.100 casi, e nel nel 2020 l'aumento è stato addirittura del 70 per cento. Seguono Francia e Spagna, mentre l'Italia vene subito dopo in questa speciale classifica, ma comunque presenta un trend in notevole aumento nell'ultimo anno.

A Napoli e Roma due ladri di marmitte uccisi a causa del cric posizionato male

Ma c'è anche chi resta schiacciato dall'auto, 2 casi in poche settimane

Sembrerebbe un gioco da ragazzi: infilarsi sotto un'auto, segare la marmitta e portarsela via. Invece qualcuno ogni tanto ci perde la vita. Accade quando l'auto è troppo bassa e l'incauto ladro utilizza un cric, spesso improvvisato, per sollevarla da terra prima di sdraiarsi sotto la carrozzeria per raggiungere la marmitta catalitica piena di metalli preziosi. La fretta, un arnese non adatto, un errato posizionamento del martinetto oppure le vibrazioni del veicolo sottoposto allo strappo della marmitta, ed ecco che il cric cede e l'audo piomba sul corpo del ladro uccidendolo. È accaduto due volte in poche settimane.

Il 20 novembre a Pianura, periferia occidentale di Napoli, in via Salvatore Fergola un uomo si è avvicinato alla propria Volkswagen Polo parcheggiata la sera prima e ha notato due gambe in tuta e scarpe da ginnastica fuoriuscire da sotto l'auto. Ha pensato a qualcuno che si era sentito male, ha chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco hanno sollevato l'auto lentamente con dei cuscini pneumatici, ma il medico accorso con un'autoambulanza ha potuto solo constatare il decesso dell'uomo. La polizia ha identificato il cadavere: si trattava di un disoccupato, Giuseppe Franco, di 45 anni. Vicino alla Polo c'era un scooter Honda Sh parcheggiato con le chiavi inserite, probabilmente il mezzo con cui la vittima era arrivata sul posto. Gli agenti hanno trovato anche degli arnesi da scasso e un cric che hanno chiarito la dinamica dell'accaduto. Il 45enne stava tentando di tagliare la marmitta catalitica dell'auto quando il veicolo gli è crollato addosso.

Nel mese di agosto un analogo episodio è stato registrato a Roma, quartiere Appio Tuscolano. Questa volta è stato un passante a dare l'allarme, dopo aver notato un uomo riverso sull'asfalto in una chiazza di sangue vicino ad una Mercedes parcheggiata. I carabinieri hanno trovato sotto l'auto una torcia, uno smartphone e una pedana di plastica spaccata. La vittima era un albanese pregiudicato di 42 anni. Stava tentando di rubare la marmitta catalitica quando il cric ha ceduto, l'auto gli è piombata addosso facendogli sbattere con violenza la testa sull'asfalto e uccidendolo sul colpo. Il fatto che il corpo fosse stato estratto da sotto l'auto ha fatto pensare alla presenza di un complice. E infatti, dall'esame dei video di telecamere di sorveglianza i carabinieri sono risaliti ad un altro albanese di 69 anni che si è allontanato dal posto a bordo di un'auto, abbandonando il cadavere dell'amico. L'uomo è stato denunciato a piede libero per tentato furto aggravato in concorso e omissione di soccorso.