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Per i soloni della Farnesina bisogna liberarsi della massa d’urto degli “emigrati”, che trainano la promozione e vendita di prodotti e modi di vivere made in Italy, per sostituirli con gli eleganti, tutti giovani, tutti bellissimi, tutti digitalizzati, masterizzati e dottorandi di ricerca, esponenti della nuova mobilità...

Di Mimmo Porpiglia

Una débâcle temuta, annunciata. 

I film sulle guerre nucleari s'iniziano con le immagini del giorno dopo.... E anche per il rinnovo dei Com.It.Es., dopo le battaglie all’ultimo sangue per la prevalenza o esclusione di questa o quella lista, è arrivato il Day After.  Mentre scriviamo i dati certi sui risultati delle elezioni sono pochi e non omogenei. Ci limiteremo dunque a citare quelli di alcune città di diversi Paesi per poi tentare un’analisi.

  1. Londra: 392.215 iscritti AIRE – 41.429 voti validi (pari al 71.1% degli optanti);
  2. Buenos Aires: 290.886 iscritti AIRE – 13.782 optanti, 9.638 votanti, 8.601 voti validi; 
  3. San Paolo del Brasile: 211.685 iscritti AIRE – 6.048 optanti, 3.676 votanti;
  4. Montevideo: 132.082 iscritti AIRE – 4.691 optanti, 3.624 votanti; 
  5. New York: 93.584 iscritti AIRE – 1.556 optanti, 1.007 votanti, 856 voti validi;
  6. Berlino: 38.159 iscritti AIRE – 953 votanti, 842 voti validi.

I numeri si spiegano da sé e raccontano una storia molto chiara. Le cause concrete, foglia di fico della scarsissima, per non dire ridicola, partecipazione al voto le conosciamo tutti, ma snoccioliamole ancora una volta: pandemia COVID, opzione inversa, comportamenti e diktat molto differenti nei vari Consolati e Comitati Elettorali Circoscrizionali, modulistica e regole follemente bizantine, malfunzionamento di FastIt, inadeguatezza dei servizi consolari, mancanza di informazione tradizionale capillare, informazione audiovisiva assolutamente risibile consistente in fumetti plurilingue in cui una giovane dea maya viene istruita da un incombente macho, che sottolinea spiegazioni confuse agitando un indice ammonitore. 

In questo incubo contenutistico–visivo, i compiti attribuiti ai Com.It.Es. non hanno alcuna relazione con la legge istitutiva e riecheggiano gli strani ampliamenti delle azioni consentite ai Comitati, spesso contrari alla lettera e allo spirito della legge, che la competente Direzione Generale della Farnesina è andata inventando e sciorinando nelle ultime stagioni pre-elettorali. Viene spontanea una prima domanda: perché i signori rappresentanti della rete diplomatico–consolare non hanno fatto insieme con i funzionari il giro delle associazioni locali presenti nei Paesi per spiegare ai non-digitalmente-nativi i meccanismi elettorali e le vere funzioni dei Com.It.Es. come per esempio ha denunciato in Uruguay il bravo collega Forciniti? Ferma restando la palese attribuzione di responsabilità alle stanze dei bottoni, che hanno gestito questa debacle, questa sconfitta, questa disfatta, questa vera catastrofe della rappresentanza di base degli italiani all’estero, bisogna che ci interroghiamo serenamente per capirne ulteriori ragioni e sanarle finché c’è tempo. Di fronte a fatti privi di logica, i latini si chiedevano “cui prodest”? A chi giova che venga sbreccata, schiacciata, distrutta la base portante della piramide della rappresentanza dei 6.5 milioni di iscritti AIRE e dei 150 milioni di italo-discendenti? vale a dire la vera forza che sostiene l’internazionalizzazione dell’Italia, giorno dopo giorno, anno per anno, ormai da più di un secolo e mezzo. Non solo a chi, ma anche a che cosa giova? A dimostrare la validità del più stupido (= degno di stupore) credo neo–imperante, concepito da soloni tuttologi? Per loro, in questo mondo usa e getta, bisogna liberarsi della massa d’urto degli “emigrati”, che trainano la promozione e vendita di prodotti e modi di vivere made in Italy, per sostituirli con gli eleganti, tutti giovani, tutti bellissimi, tutti digitalizzati, masterizzati e dottorandi di ricerca, esponenti della nuova mobilità, ai quali poco o nulla importa dell’Italia a meno che non abbiamo ambizioni da soddisfare mediante il servilismo a questo o quel personaggio di potere. 

Giggino Di Maio, Vignali e i soloni di questo  Ministero degli Esteri si passino una mano sulla coscienza e ci dicano perché hanno ostacolato per quasi quattro anni la presentazione della proposta di riforma della legge istitutiva dei Com.It.Es., prodotta dalla più ampia consultazione mondiale di tutte le forze dell’emigrazione. A noi balena una sola risposta logica: perché il Superiore Ministero non vede l’ora di tornare ai tempi in cui gruppetti di “signorsì”, nominati dal Console al Co.Co.Co. – Comitato Consultivo Consolare, mettevano il carro dove voleva il padrone, ringraziando per l’onore di essere invitati ogni tanto in quella che in realtà è la Casa degli Italiani, vale a dire la sede diplomatico–consolare. I prossimi nominati, Co.co.coisti neo-mobili, sarebbero molto più ferrati nel protocollo dei rapporti ad alto livello, non ostacolati dalla necessità di occuparsi dei diritti dei cittadini. 

Il vertice della piramide della rappresentanza è stato appena ridotto di numero e volgarmente sputtanato attraverso la vergognosa gestione dell’affare Cario e le persistenti voci che a Fabio Porta potrebbe essere fatto l’ulteriore oltraggio di non attribuirgli il seggio senatoriale, che ha legittimamente vinto. Per conquistare voti all'elezione del Quirinale.... E forse per illudere il Cavaliere di Arcore che sembra stia veramente puntando al Colle dimenticando i problemi - anche giudiziari - ancora irrisolti? 

La base della piramide, costituita dai Com.It.Es., esce rottamata da queste pseudo elezioni per mancanza di rappresentatività. Il CGIE si avvia al rinnovo e alcune voci forti al suo interno, che hanno dimostrato di non lasciarsi intimidire, potrebbero perfino decidere di non candidarsi o, peggio, potrebbero soccombere alle malriposte, presuntuose mire degli eletti con manciate di voti ai Comitati nati ieri. Addio all’interlocuzione con il mondo degli italiani all’estero?  L’Italia se ne renda conto e modifichi, prima che sia troppo tardi, le pericolose politiche adottate ultimamente da questa ultima  Farnesina. La rinascita e la resilienza dell’Italia post-Covid passano anche – per non dire prima di tutto – attraverso le comunità degli italiani all’estero e i loro organismi di rappresentanza. Pensiamoci e pensateci seriamente anche per non far rivoltare nella tomba il povero Mirko Tremaglia che ha speso una vita intera per dare dignitá al popolo italiano nel mondo....