Palazzo Madama, sede del Senato (foto depositphotos)

Corsa contro il tempo per l’approvazione della manovra. Si è conclusa, con la replica della viceministra dell’Economia, Laura Castelli e dei relatori Erica Rivolta (Lega), Daniele Pesco (M5S) e Vasco Errani (Leu), la discussione generale sul Ddl Bilancio. L’esame del provvedimento proseguirà domani quando, a partire dalle 9,30, verrà discusso, anche (laddove non concluso in commissione), il decreto legge in materia di attuazione del Pnrr. Per quanto concerne la manovra, il voto di fiducia di Palazzo Madama è atteso per venerdì 24 dicembre. Il maxiemendamento, infatti, è atteso per domani non prima delle 18. E’ questo l’esito della capigruppo, che ha deliberato a maggioranza.

PACCHETTO FISCALE DEL GOVERNO
Tra i punti principali della nuova legge spicca, il pacchetto proposto dal governo per la riduzione del carico fiscale con la norma che rimodula l’Irpef a quattro scaglioni con relative aliquote (il 23% fino a 15.000 euro, il 25% da 15.000 a 28.000 euro, il 35% da 28.000 a 50.000 euro ed il 43% oltre i 50.000 euro) con una clausola di salvaguardia per i redditi inferiori a 15.000 euro che manterranno il bonus da 100 euro, mentre quelli da 15.000 a 28.000 lo avranno in base all’ammontare delle detrazioni. Arriva anche l’abolizione dell’Irap per gli autonomi.

OK AL SUPERBONUS AL 110%
Approvato anche l’atteso emendamento sul Superbonus 110%, che elimina il vincolo del tetto Isee per le villette per ottenere lo sgravio in caso di ristrutturazione. In particolare, in base ad un emendamento riformulato e approvato dalla commissione Bilancio del Senato che corregge il decreto anti-frodi confluito in manovra, per quanto concerne i piccoli lavori di ristrutturazione, sotto i 10mila euro, non si applicherà la stretta anti-frodi prevista per bonus e Superbonus edilizi. Il decreto ha introdotto obbligo di asseverazione sui prezzi e visto di conformità sulle spese. La correzione esclude da questi obblighi i piccoli lavori, a eccezione di quelli che rientrano nel bonus facciate.

TEST GENOMICI: OK A FONDO DA 10 MILIONI IN 2 ANNI 
Ancora, sul versante della ricerca scientifica, è stato reso strutturale lo stanziamento di un fondo per l’accesso ai test genomici di ultima generazione nell’ambito delle cure oncologiche con un finanziamento di 10 milioni per due anni.